Building Information Modelling: Innovazione anche per le imprese di costruzione

Per l’edilizia è ormai aperta una nuova sfida, quella del BIM, che porterà all’innovazione del modo di costruire, grazie alle moderne tecnologie informatiche, così come avviene anche in altri ambiti economici. Tema su cui si è concentrata l’attenzione anche con il Nuovo Codice Appalti.
Il BIM è un tema particolarmente sensibile e dibattuto, è stato trattato a livello europeo dal comitato CEN/TC 442 e a livello internazionale dall’ISO/TC 59/SC 13. Gli obiettivi sono anche quelli di poter giungere ad un “linguaggio” comune, che grazie ai nuovi strumenti permetta una più semplice collaborazione transnazionale. Nel nostro Paese per la recente evoluzione normativa, un lavoro adeguato rispetto l’utilizzo di determinati strumenti è risultato essere più che necessario. Il Gruppo di Lavoro UNI ha svolto un’attività di elaborazione di un corpus normativo che sia in grado di fornire i criteri applicativi di codificazione di opere e prodotti da costruzione, seguendo il modello BIM. La norma UNI 11337 ("Edilizia e opere di ingegneria civile - Criteri di codificazione di opere e prodotti da costruzione, attività e risorse - Identificazione, descrizione e interoperabilità") e la UNI/TS 11337-3 sui modelli di raccolta, organizzazione e archiviazione dell’informazione tecnica, saranno seguite da ulteriori parti che compongano la specifica tecnica, dando le informazioni necessarie per gli operatori dell’intera filiera che adottano il modello BIM. In questo modo si potrebbe giungere ad una facilitata comunicazione fra gli attori della filiera, che spesso crea difficoltà anche di gestione del costruito durante l’intera fase di vita dell’edificio. Luca Ferrari, direttore generale della società di ingegneria Harpaceas, organizzatore con il Politecnico di Milano del 2° Bim Summit spiega: “Il Bim dà il meglio di sé quando è una piattaforma interoperabile unica che coinvolge tutta la filiera produttiva, dalla progettazione, alla fornitura di materiali, all’impiantistica, alla direzione lavori, alla costruzione, alla gestione».
Il nuovo Codice degli Appalti Pubblici ha fatto sì che l’attenzione verso questo tema aumentasse ancor più, data la volontà di incentivare l’uso di strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione elettronica e informativa per l’edilizia e le infrastrutture.

BIM: cos’è?
Il BIM è “contenitore di informazioni sull’edificio” in cui inserire dati grafici (come i disegni) e degli specifici attributi tecnici (come schede tecniche e caratteristiche) anche relativi al ciclo di vita previsto. Infatti quando si disegnano oggetti come finestre, solai o muri è possibile associare alle informazioni grafiche anche informazioni come la trasmittanza termica, l’isolamento acustico ecc.
A differenza della progettazione CAD che permette l’elaborazione di un progetto attraverso disegni in 2D o 3D la progettazione BIM non si limita ad informazioni visive o rendering ma specifica le funzionalità e le prestazioni di ogni oggetto BIM presente nel progetto o dell’intero edificio elaborato. Ogni elemento tecnico può quindi essere disegnato e per esso si possono integrare anche informazioni legate alle fasi di realizzazione e alle operazioni di manutenzione.
La tecnologia BIM offre molteplici vantaggi come: maggiore efficienza e produttività, meno errori, meno tempi morti, meno costi, maggiore interoperabilità, massima condivisione delle informazioni, un controllo più puntuale e coerente del progetto. Senza tralasciare le indicazioni sul ciclo di vita dei materiali, delle tecnologie e dell'intero edificio: informazioni che consentiranno ai committenti, comprese le pubbliche amministrazioni, di programmare con maggior efficienza gli interventi, dalla manutenzione ordinaria, a quella straordinaria, fino alla dismissione. Strumento utile per il progettista, così come per gli altri attori del processo edile, inclusi il costruttore, i montatori, i collaudatori, ecc.

Europa vs Italia
In Europa i paesi che hanno spinto sull’utilizzo della tecnologia BIM sono davvero molti e l’Italia appare in ritardo in confronti ad altri. Parte proprio dal legislatore europeo la concessione agli stati di membri di richiedere l’utilizzo del BIM negli appalti pubblici. Un futuro che si prefigura sicuramente in crescita per questa innovazione, il cui utilizzo crescerà inevitabilmente anche nel nostro Paese. L’Europa infatti punta a far diventare il BIM un processo standard per tutti gli edifici e per i contratti pubblici di tutta l’Europa, come dimostra la Direttiva 2014/24/EU sugli Appalti Pubblici che esprime in modo chiaro l’indicazione di introdurre il Building Information Modeling all’interno delle procedure di Procurement degli Stati Membri. L’adozione della direttiva prevede che i 28 stati membri incoraggino l’utilizzo del BIM nei rispettivi paesi per i progetti finanziati con fondi pubblici nell’Unione Europea a partire dal 2016.
Il Regno Unito ad esempio già nel 2011 ha annunciato lo sviluppo della National BIM Library per l’industria delle costruzioni del Regno Unito, una libreria digitale di oggetti gratuita e facilmente accessibile online da tutti i professionisti del settore delle costruzioni. Anche nel Nord Europa la tecnologia BIM è attiva dal 2000 e in Norvegia e Danimarca è d’obbligo l’uso per appalti pubblici. Francia e Germania hanno intrapreso azioni per promuovere l’adozione del BIM attraverso gruppi di lavoro governativi ad hoc.
Nel nostro Paese, comunque, crescono i numeri dei casi in cui l’utilizzo della tecnologia è spontaneo. Si possono citare degli esempi chiave, quale l’appalto per il terzo tronco della strada statale 268 del Vesuvio di cui Franco Daniele, titolare dell’impresa Tecnostrutture dice: “l’esigenza di utilizzare il Bim è nata dai tempi strettissimi che ci ha imposto l’Anas, soli 90 giorni, dopo anni di ritardo. Avremmo potuto chiedere varianti in corso d’opera, abbiamo invece deciso di usare il Bim per la progettazione e posa in opera delle travi prefabbricate metalliche e siamo riusciti a rispettare i tempi. Ora però il Bim sta diventando per noi una scelta per competere meglio sul mercato”. Degno di nota è anche l’utilizzo sperimentale che ne sta facendo Pietro Baratono, Provveditore delle opere pubbliche della Lombardia, che lo utilizza come strumento di formazione interna per i propri tecnici. Interessante è la volontà di utilizzarlo per il nuovo carcere di Bollate, un appalto di 3 milioni di euro, per la direzione lavori, così da avere un maggior controllo dell’impresa in fase esecutiva e garantire tempi e costi certi.

I risvolti per le imprese
Il BIM può essere considerato come un fattore competitivo e di innovazione per le imprese di costruzione. L’opera edile viene tradotta in un modello digitalizzato e leggibile, con il grande potenziale di poter prevedere anche le diverse fasi di cantiere e la manutenzione dell’opera durante l’intero ciclo di vita.
Ance pone molta attenzione al ruolo del BIM e ne riconosce l’innegabile natura innovativa. Nello scorso gennaio ha organizzato un seminario dal titolo “La digitalizzazione nel settore delle costruzioni: l’impatto del BIM per le imprese”, occasione per far conoscere meglio le potenzialità dello strumento per tutte le tipologie di lavoro. Sono infatti stati illustrati e descritti, con un taglio operativo, alcuni dei possibili utilizzi per le imprese edili, ed i conseguenti vantaggi ottenibili in termini di riduzione di tempi e costi, di miglioramento della qualità del prodotto edilizio, e quindi in generale di incremento della competitività. Tra i motivi anche il fatto che nel corso degli ultimi decenni il settore delle costruzioni ha beneficiato meno degli altri settori dei vantaggi offerti dalle nuove tecnologie informatiche, fermandosi in molti casi ancora a pratiche più tradizionali che innovative.
Il comparto dell’edilizia può sicuramente trarre notevoli benefici dall’uso di nuove tecnologie: una ricerca promossa dallo statunitense National Insitute of Standards and Technology ha illustrato come il settore delle costruzioni non sia economicamente efficiente per problematiche legate alla scarsa abilità di gestione e comunicazione in modo informatico e strutturato dei dati relativi ai prodotti e ai progetti delle imprese dell’intero settore – dalla progettazione fino alla manutenzione. Secondo lo studio, la diseconomia sarebbe di notevole entità, pari circa al 30% del PIL derivante appunto dal settore delle costruzioni.
Quindi, mentre sono più intuitivi o conosciuti i risvolti dell’uso del BIM nell’attività di progettazione, in genere si pone forse meno attenzione alle conseguenze sulle attività di un’impresa, anche nella fase di cantiere. Innanzitutto è possibile elaborare computi metrici molti più veritieri e corrispondenti alla realtà, poiché nel modello del progetto sono già inserite informazioni quantitative e i rispettivi corsi dei vari componenti, con considerevoli vantaggi nella gestione della commessa. Anche da un punto di vista organizzativo e temporale, il cronoprogramma dei lavori può essere molto più preciso e attendibile, con la possibilità di avere anche delle viste 3D che mostrino anche lo stato di avanzamento dei lavori, non solo il prodotto finito. Si possono, quindi, rappresentare anche tutte le strutture permanenti e provvisionali nel corso delle svariate fasi del processo di costruzione, così come un collegamento con il programma delle attività permette di trasmettere i requisiti spaziali e di sequenziamento, includendo informazioni legate alla manodopera, ai materiali necessari ecc.
Una problematica che spesso si può presentare in cantiere riguarda la non congruità tra il disegno architettonico, quello strutturale e quello impiantistico, causando spesso scontri e fermi cantiere. Questa problematica viene sicuramente risolta grazie al BIM, poiché ogni progettista chiamato a lavorare sull’opera, avrà modo di lavorare sul medesimo modello, evitando incomprensioni e ambiguità. Si noti infine come un modello BIM rappresenti in un unico elemento tutte le informazioni necessarie alla realizzazione, racchiudendo tutto in uno i numerosi elaborati grafici tradizionalmente necessari.
Interessa quindi alle imprese e alle aziende essere consapevoli che percorrendo questa strada si giungerà a risultati che garantiranno una serie di benefici, tra cui tempi di realizzazione delle opere più brevi, grazie ad una facilitazione degli aspetti burocratici legati all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni dagli enti preposti e anche alla diminuzione degli imprevisti in fase di cantiere. Un software di gestione , permette di riferire sulla qualità, la sicurezza, gli elaborati di cantiere e sulla conformità dei documenti di contratto, sulla conformità alle norme di sicurezza e ai requisiti di progetto. Si possono dire notevoli le potenzialità in ambito di Facility Management, grazie alla possibilità di ottimizzare i costi e le performance delle costruzioni in fase di gestione. Da non dimenticare come il BIM divenga una possibilità per aumentare la trasparenza negli appalti e nella regolamentazione dei minimi.
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