Conto Termico 2.0, Incentivare l’efficienza energetica

Il Conto Termico 2.0 è stato approvato in Conferenza Unificata nel mese di gennaio, inserito in Gazzetta Ufficiale a marzo ed ha cambiato il meccanismo di incentivazione degli interventi di efficienza energetica e fonti rinnovabili, semplificando i procedimenti.
Sono ormai passati alcuni mesi dall’approvazione del decreto attuativo sul Conto Termico 2.0 e, dalle prime impressioni ad oggi, si ha avuto modo di conoscerne in modo più approfondito i contenuti. Al momento dell’attuazione il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, ha affermato: “potrà dare certezza anche agli enti locali su l’avvio dei progetti di riqualificazione energetica degli edifici della pubblica amministrazione”. I cittadini, le imprese e la Pubblica Amministrazione avranno modo di accedere agli incentivi e la dotazione di 900 milioni di euro sarà suddivisa in 200 per le istituzioni pubbliche e 700 per i privati. Anche il presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera Realacci ha accolto positivamente l’intesa raggiunta: “È una buona notizia l’emanazione oggi del nuovo Conto Termico. Seppur con un ritardo di oltre un anno arriva in porto una misura importante per contrastare l’inquinamento e rilanciare l’economia a partire dall’efficienza energetica e dalle fonti rinnovabili.”
Il DM 16/2/2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.51 il 2 marzo 2016 e regola l'"Aggiornamento della disciplina per l'incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili".
Il Conto Termico 2.0 ha introdotto semplificazioni delle procedure e della modalità di accesso. Il tetto degli incentivi varia a seconda della tipologia di intervento e sono incentivabili le spese per le diagnosi energetiche e la redazione dell’Attestato di prestazione energetica (APE) sia per le Pubbliche Amministrazioni che per i privati. Infine, tra le novità c’è stata la previsione di un catalogo di prodotti prequalificati per l’efficienza energetica che ridurrà quindi i tempi di valutazione da parte del GSE e la possibilità che l’incentivo previsto possa essere erogato anche in un un’unica soluzione.

Come informarsi
Il tema delle incentivazioni interessa un’ampia gamma di soggetti, dal privato al pubblico, e una corretta e approfondita informazione a riguardo è senza dubbio indispensabile. E’ necessario essere a conoscenza delle possibilità che si hanno a disposizione, così che si intraprenda più facilmente una concreta azione di riqualificazione ed efficientamento energetico.
A tal proposito il GSE, che svolge attività di supporto al Ministero dello Sviluppo Economico sulle materie energetiche, offre molte informazioni utili che possono orientare i soggetti interessati all’argomento. Il Gestore dei Servizi Energetici è una società che opera per la promozione dello sviluppo sostenibile attraverso la qualifica tecnico-ingegneristica e la verifica degli impianti a fonti rinnovabili e di cogenerazione ad alto rendimento, riconosce inoltre gli incentivi per l’energia elettrica prodotta e immessa in rete da tali impianti. Ritira e colloca sul mercato elettrico l’energia prodotta dagli impianti incentivati e certifica la provenienza da fonti rinnovabili dell’energia elettrica immessa in rete. La Società, inoltre, valuta e certifica i risparmi conseguiti dai progetti di efficienza energetica nell’ambito del meccanismo dei certificati e promuove la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (Conto Termico).
Il GSE, sul proprio sito internet, ha reso disponibile una pagina dedicata al Conto Termico 2.0 con tutte le novità introdotte dal DM 16/2/2016. In questa pagina dedicata sono indicati tutti gli incentivi previsti, i requisiti per l’accesso, una panoramica degli interventi incentivabili e i meccanismi di accesso. Dal sito sono scaricabili anche una serie di allegati quali il testo del decreto, il vademecum di GSE, approfondimenti e un esempio di best practice.

Che cos’è il Conto Termico 2.0

Il nuovo Conto Termico sostituisce quello precedente, sancito dal DM 28/12/12 che dava attuazione al regime di sostegno introdotto da un decreto legislativo di marzo 2011 riguardo l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per aumentare l’efficienza energetica e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Rimane il GSE il soggetto responsabile dell’attuazione e della gestione del meccanismo, con la valutazione dei casi e l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari. Dal 31 maggio 2016 entra quindi in vigore il Conte Termico 2.0 che potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal precedente decreto 28/12/2012. I beneficiari sono Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alla PA. Responsabile della gestione del meccanismo e dell’erogazione degli incentivi è il Gestore dei Servizi Energetici.
Si tratta di un meccanismo che introduce molte innovazioni e vede un ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi (sono ricomprese oggi anche le società in house e le cooperative di abitanti). Tra le altre cose sono stati introdotti nuovi interventi di efficienza energetica, ma le variazioni più significative riguardano anche la dimensione degli impianti ammissibili, che è stata aumentata, mentre è stata snellita la procedura di accesso diretto per gli apparecchi a catalogo.
I soggetti privati e le Pubbliche Amministrazioni potranno avere accesso a strumenti che li metteranno nella condizione di perseguire obiettivi di miglioramento delle prestazioni energetiche, con la riduzione dei consti dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta. A livello europeo e poi nazionale si sono date indicazioni in merito all’efficienza energetica del costruito, anche per gli edifici pubblici. Per fare in modo che si possano fare passi concreti in questa direzione, gli strumenti di incentivazione rivestono un ruolo chiave nel processo. Con il Conto Termico 2.0 le PA possono impegnarsi in questo senso, esercitando un ruolo esemplare e partecipando attivamente alla costruzione di un “Paese più efficiente”.
Sono incentivabili interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (riservati alle PA) o interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza (sia privati che PA).

Gli incentivi previsti

Il nuovo Conto Termico prevede degli incentivi di entità maggiore rispetto ai precedenti, tra cui:
• fino al 65% della spesa sostenuta per gli "Edifici a energia quasi zero" (nZEB);
• fino al 40% per interventi legati all’isolamento termico dell’involucro, la sostituzione di serramenti vetrati, l’illuminazione di interni, le tecnologie di building automation, le caldaie a condensazione;
• un aumento fino al 50% per questi interventi se realizzati nelle zone climatiche E ed F, che sale al 55% se l’isolamento termico e la sostituzione delle chiusure vetrate si abbinano ad un intervento sull’impianto.
• fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici;
• il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i soggetti privati, con le cooperative di abitanti e le cooperative sociali.
Tutti questi incentivi sono regolati da un contratto di diritto privato tra il GSE e il Soggetto Responsabile e sono erogati attraverso delle rate costanti spalmate in un periodo variabile tra i due e i cinque anni o in una sola volta nel caso in cui si tratti di una somma che non superi i 5.000 euro.
Per le Pubbliche Amministrazioni e le ESCO è invece possibile chiedere l’erogazione dell’incentivo in un’unica soluzione anche per un valore maggiore, se optano per l’accesso diretto. Se optano per l’accesso tramite prenotazione possono invece riceverne una parte in acconto ad avvio lavori ed un saldo alla loro conclusione.
Per calcolare quando spetta ad un soggetto richiedente, deve essere valutata la tipologia dell’intervento e sono state definite a priori delle spese ammissibili che permettono di calcolare il valore del contributo, i massimali di costo e il valore dell’incentivo.
Infine, si ricorda che gli incentivi non possono essere cumulati con tutti gli altri tipi di incentivi statali, ma solo con i fondi di rotazione, di garanzia e i contributi in conto interesse. A riguardo, cambia il discorso per le PA, che possono accumulare incentivi nei limiti di un finanziamento complessivo massimo del 100% delle spese ammissibili.

Per quali interventi?

Gli interventi incentivabili sono suddivisi in due categorie. La prima comprende gli interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti e la seconda gli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza.
La prima categoria interessa solo le Pubbliche Amministrazioni e si parla delle diverse soluzioni che permettono un efficientamento dell’involucro (dall’isolamento termico, alla sostituzione dei serramenti, alle schermature solari) e le azioni di sostituzione degli impianti esistenti per la climatizzazione invernale con altri più efficienti.
I privati, invece, possono richiedere gli incentivi per gli interventi appartenenti alla seconda categoria, con la sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili (pompe di calore, caldaie e camini a biomassa, sistemi ibridi a pompa di calore). Allo stesso modo sono incentivabili i lavori di installazione di impianti solari termici, anche abbinati alla tecnologia solar cooling.
Inoltre, come anticipato, tutti possono accedere agli incentivi previsti per la diagnosi energetica e l’APE, che devono essere elaborate contestualmente agli interventi previsti, e l’ammontare dell’incentivo dipende dalla destinazione d’uso e dalla superficie utile dell’immobile.

Come accedere agli incentivi

La procedura di accesso agli incentivi può essere distinta in diretta e su prenotazione.
L’accesso diretto interessa la totalità dei soggetti e prevede che sia presentata una richiesta entro 60 giorni dalla fine dei lavori per cui si chiede l’incentivo. Nel caso in cui si tratti di installazione di apparecchi di piccole dimensioni (generatori con potenza <35kW e impianti solari <50mq) presente nel Catalogo degli apparecchi domestici del GSE, è prevista una procedura semplificata.
La richiesta operativa degli incentivi in accesso diretto deve avvenire tramite l’apposito applicativo informatico Portaltermico, tramite il quale è possibile compilare e inviare la documentazione necessaria per l’ammissione all’incentivo. Dopo la conferma dei dati inseriti e la sottoscrizione della richiesta di incentivo, questa viene inviata al GSE e dopo un’istruttoria di durata massima pari a 60 giorni, la società invia una lettera di invio dell’incentivo che verrà successivamente erogato.
Le PA e le ESCO possono ricorrere anche alla procedura su prenotazione per quegli interventi che sono in progetto ma non ancora realizzati.
La domanda di prenotazione può essere presentata se in presenza di alcune garanzie, quali una Diagnosi Energetica e un atto amministrativo attestante l’impegno alla realizzazione di almeno un intervento tra quelli indicati nella Diagnosi Energetica, un contratto di prestazione energetica stipulato tra la PA e una ESCO o un provvedimento/atto amministrativo attestante l’avvenuta assegnazione dei lavori con il verbale di consegna dei lavori.
La somma corrispondente all’incentivo verrà erogata solo successivamente l’accettazione della prenotazione da parte del GSE.

Gli ultimi chiarimenti

Ormai sulla linea di partenza per il nuovo Conto Termico, il GSE ha offerto chiarimenti riguardo alcuni punti che hanno destato alcune domande. In occasione dell’incontro con Aiel, Associazione Italiana Energie Agroforestali, si sono fornite maggiori informazioni riguardo il Catalogo delle apparecchiature, che interessa sia i soggetti richiedenti che i produttori di tecnologie.
Il GSE ha chiarito che esso conterrà, nella prima fase, tutti gli apparecchi che, fino ad oggi, risultano noti al GSE, in quanto sono stati oggetto di qualifica per l’accesso agli incentivi di cui al DM 12 dicembre 2012, che presentino certificati di prodotto in corso di validità e che rispettino i requisiti del nuovo Decreto. Viene però sottolineata l’importanza di individuare criteri di aggiornamento dello stesso per il futuro anche in modo da tener conto di eventuali uscite di produzione dei prodotti in esso presenti. Aiel ha proposto di coinvolgere i produttori nel processo di arricchimento del Catalogo e il GSE si è reso disponibile a valutare la possibilità di creare uno spazio dedicato ai produttori sul portale per il caricamento di dati e documentazione riguardo i prodotti, di cui verrà verificata la conformità nell’ambito dell’istruttoria. Altro obiettivo è rendere disponibile in Open Data dei report che consentano ai produttori di verificare la propria presenza nel Catalogo.
L’incontro è quindi stato l’occasione per fare osservazioni e proposte in vista della definizione delle prossime Regole Applicative del Conto Termico 2.0 in relazione anche all’applicazione della norma UNI EN 303‐5:2012, all’accatastamento delle serre e alla definizione di “autoproduttore” di biomassa.
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