Intonaci e finiture a base calce

Non inquina, previene le muffe ed è biodegradabile, compatibile, traspirabile e disponibile nei colori e nelle gamme cromatiche tipiche degli edifici storici. Sono davvero molti i pregi della calce, che ancor oggi viene prodotta secondo metodologie tradizionali ma con nuove e più elevate prestazioni in termini di durata e di stabilità delle tinte
Come in ogni settore produttivo per realizzare un buon prodotto finito è essenziale partire da materie prime di qualità e combinarle sapientemente tra loro per ottenere la performance voluta all’atto dell’utilizzo. Questo può sembrare ovvio, ma nel campo specifico degli intonaci e delle finiture alla calce questo aspetto è ancor più vero, essenziale nel determinare il livello della performance finale. Vediamo allora come viene prodotta una calce di qualità.

Il ciclo della calce
Il ciclo della calce è un processo che, dopo una serie di passaggi, porta la pietra calcarea a diventare il legante principale di gran parte delle opere costruttive realizzate dall'uomo negli ultimi diecimila anni. Il ciclo si articola in quattro momenti fondamentali: selezione del calcare, cottura, spegnimento e carbonatazione.
Selezione: le caratteristiche mineralogiche e chimiche dei calcari usati come materia prima per la fabbricazione della calce sono di fondamentale importanza. I calcari più idonei alla fabbricazione della calce aerea devono avere una struttura microcristallina, alto contenuto di carbonati e contenere percentuali di impurità, in particolare di natura argillosa, non superiori al 5%.
Cottura: in fase di cottura, il calcare viene immesso nei forni e portato a una temperatura prossima a 900°C. In tali condizioni il carbonato di calcio si decompone in ossido di calcio (calce viva) e anidride carbonica. Spegnimento: la calce viva, messa a contatto con acqua reagisce con un forte sviluppo di calore e si trasforma in una polvere bianca (o in una pasta) chiamata calce spenta, chimicamente idrossido di calcio.
Carbonatazione: una volta in opera, in forma di malte, stucchi, pitture ecc., interviene la carbonatazione. Tale processo che può avvenire solo in presenza di anidride carbonica (e acqua libera) porta la trasformazione della calce spenta in calcite, chiudendo così quello che viene chiamato ciclo della calce.

La Calce Idraulica Naturale (NHL)
Le calci idrauliche naturali si producono cuocendo una roccia calcarea impura (marna) a una temperatura di circa 1000°C in forni simili a quelli della produzione della calce aerea.
All'uscita del forno, il materiale viene 'spento' con un processo simile, ma non identico, a quello dello spegnimento della calce aerea, e quindi macinato.
A fine processo, la calce idraulica naturale è costituita da una miscela di Ca(OH)2 (calce idrata), C2S (silicato bicalcico) e CS (silicato monocalcico) C2A (alluminato bicalcico) ecc., oltre che da silice e allumina non combinate.
Il prodotto così ottenuto si comporta da legante idraulico. L'idraulicità è determinata dalla presenza dei silicati, alluminati di calcio e dalla presenza di silice e ossidi di alluminio non combinati ed amorfi, che sono in grado di reagire con l'idrossido di calce che si ottiene dopo lo spegnimento. I fenomeni di indurimento della calce idraulica avvengo essenzialmente a opera di processi di idratazione ma, subordinatamente, anche per carbonatazione della frazione aerea.

Caratteristiche e prestazioni
La calce e i prodotti formulati hanno un pH elevato (12–13), sono quindi essi stessi un naturale biocida e non favoriscono la crescita di muffe e funghi.
Per la loro natura le finiture a calce sono antistatiche, non attirano la polvere e lo sporco.
Sono altamente traspiranti e quindi favoriscono il naturale passaggio di vapore acqueo delle murature limitando i distacchi per sbollature in aree umide, tipico fenomeno invece favorito dai rivestimenti acrilici che proteggono sì come un manto la parete, ma ne limitano drasticamente la traspirazione.
Una buona calce e degli inerti di qualità permettono di realizzare finiture dai colori vibranti, caldi e confortevoli.
La profondità del colore sulla parete diventa uno strumento per arricchire l’ambiente e valorizzare gli elementi architettonici e di arredo.
Le superfici decorate a calce, nel tempo migliorano l’aspetto enfatizzando sempre di più la naturalezza delle tinte e delle sfumature.

Intonaci e tonachini
Fra le varie tipologie di intonaci esistenti quelli a calce possono senza alcun dubbio essere considerati i più antichi. Sono realizzati con malte a base di calce idrata (grassello di calce) e composti, generalmente, da tre strati con granulato fino a 12 mm di diametro. La loro finitura può essere lisciata a cazzuola o frattazzata più o meno fine oppure volutamente rigata o decorata. Se ben realizzati, dopo carbonatazione sono stabili all’acqua, offrono una buona resistenza al passaggio dell’acqua, ottima traspirabilità al vapore, elevata resistenza agli agenti atmosferici e agli ultravioletti e sono poco sen-sibili alle variazioni dell’umidità relativa dell’aria. Sono molto deformabili, quindi sopportano bene i movimenti termici.
Garantiscono una lunga durata e, grazie ai particolari effetti ottenibili, trovano impiego ideale nella ristrutturazione di edifici antichi e soggetti a vincolo.

Le finiture
Oltre agli intonaci e alle malte, un altro importante campo di impiego della calce è rappresentato dalla produzione di idropitture murali, delle quali rappresenta forse il più antico e conosciuto componente: infatti è da sempre utilizzata con funzione di legante naturale, ovvero elemento che assicura l’adesione della pittura al supporto. Questa proprietà è dovuta a una particolare trasformazione chimica della calce che, applicata su una superficie intonacata, reagisce con l’anidride carbonica dell’aria e con quella presente nei composti dell’intonaco, fissandosi sulla superficie come carbonato di calcio, insolubile all’acqua.
I sistemi di pitturazione a calce possono essere adottati sia in ambienti interni che in ambienti esterni a patto che questi non siano aggressivi e a condizione che il supporto non sia stato ancora compromesso da una precedente pitturazione a legante polimerico che ne ostacolerebbe l’adesione.
I vantaggi: assenza di inquinamento ambientale; biodegradabilità; alta compatibilità con i materiali del passato; rispetto dei colori e delle gamme cromatiche degli edifici storici; sanificazione dell’ambiente e prevenzione del-le muffe grazie alla naturale basicità e all’elevato tasso di traspirabilità; resistenza all’umidità e ai sali alcalini. Vengono così particolarmente usate per velature e dipinture di edifici storici.
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