Obiettivo: isolamento termo-acustico

L'obiettivo di un efficiente isolamento termoacustico dell'edificio è quello di garantire all'interno degli ambienti una temperatura ottimale dell'aria, dei muri, dei pavimenti e dei soffitti e una riduzione del rumore proveniente dall'esterno o dagli ambienti limitrofi.
Il comfort di un’abitazione, un ufficio, rappresenta un requisito fondamentale nella progettazione dei luoghi, degli ambienti perché ha lo scopo di migliorare la qualità dell’abitare e garantire livelli elevati di benessere a tutti soggetti fruitori. 

L'isolamento termoacustico nelle partizioni verticali 
Ogni intervento di ristrutturazione che prevede l'applicazione di un isolamento, prevede anche un corretto dimensionamento del materiale isolante. Le nuove costruzioni devono essere edificate rispettando la normativa vigente attenendosi ai parametri geografici secondo la zona climatica (A,B,C,D,E,F) riferita all'edificio in questione. L’isolamento termoacustico può essere attuato tramite l’isolamento dei controsoffitti, delle pareti e delle pavimentazioni. 
- Isolamento delle pareti dall'interno degli ambienti: questa tipologia d'isolamento consente di mantenere inalterate le caratteristiche architettoniche dell'edificio, risparmiando sul montaggio dei ponteggi. La parete esistente può essere isolata termicamente mediante pannelli rigidi in lana di roccia a doppia densità accoppiati su un lato con lastra in gesso rivestito, oppure realizzando una controparete con l’impiego di lastre in cartongesso e/o gessofibra con interposto un elemento isolante fibroso in lana di roccia. Un’apposita verifica igrometrica per il controllo dell’eventuale fenomeno di condensa interstiziale deve essere effettuata su ogni pacchetto costruttivo, in modo da prevedere un’eventuale soluzione con strato di controllo alla diffusione del vapore. 
Questa soluzione è particolarmente adatta ad edifici ad uso discontinuo, favorendo il rapido riscaldamento dell'aria interna, senza coinvolgere la struttura muraria. Ma l'edificio si raffredda altrettanto rapidamente, comportando un continuo funzionamento dell'impianto. I vantaggi sono molteplici, in quanto è una soluzione perfetta per ridurre i consumi energetici ed i costi legati al riscaldamento e raffrescamento degli ambienti, soprattutto nei casi in cui: l’isolamento dall’esterno non è possibile; i costi di realizzazione dall’esterno, per ragioni tecniche o per caratteristiche strutturali, risultano elevati; l’isolamento in intercapedine risulterebbe insufficiente o non fattibile; l’edificio è storico o vincolato; per motivi architettonici non si desidera alterare le caratteristiche estetiche della facciata; l’edificio viene riscaldato o raffrescato solo temporaneamente nell’arco dell’anno; l’isolamento coinvolge singole unità abitative. Il difetto principale però di questa tipologia d'isolamento consiste nel fatto che non vengono eliminati i ponti termici, oltre alla riduzione del volume dei locali dello strato di materiale aggiunto alle pareti e al conseguente adeguamento degli impianti. 
- Isolamento nell'intercapedine. L’intercapedine o muro a cassetta è lo spazio vuoto esistente tra tamponatura esterna e tamponatura interna dei muri perimetrali di un edificio. Di solito gli edifici costruiti a cavallo tra gli anni ’70 e ’90 sono di questo tipo. Lo strato isolante viene posizionato nell'intermezzo tra una parete di tamponamento esterna, di maggior spessore, e una parete interna di sezione minore. L'isolamento così posizionato ha funzione di aumentare l'inerzia termica dell'edificio, ma comunque non si risolvono i problemi legati alla presenza di ponti termici. 
Laddove c’erano spessori di vuoto limitati (2-3 cm) l’aria contenuta nell’intercapedine costituiva una sorta di isolante tra interno ed esterno. Nella realtà poi e soprattutto laddove si avevano spessori importanti di intercapedine (superiore a 5-6 cm fino ad arrivare a 30) all’interno del muro si creavano dei veri e propri moti convettivi, determinando una notevole dispersione termica. 
- Isolamento dall'esterno o il cosiddetto isolamento a cappotto. Isolare le pareti dall'esterno equivale a mettere un cappotto termico all'edificio, capace di aumentare l'accumulo termico e di eliminare i ponti termici. Nel rivestimento a cappotto o isolamento a cappotto esterno non c'è limite allo spessore dei pannelli isolanti: a differenza dell'isolamento dall'interno, infatti, non toglie spazio utile alle abitazioni e la normativa consente di andare in deroga alle distanze dai confini (decreti legislativi 115/2008 e il 57/2010). 
L’isolamento a cappotto consiste nell’applicare pannelli isolanti sull’intera superficie esterna verticale dell’edificio. Il rivestimento a cappotto può essere realizzato anche sulla superficie interna della parete esterna; quest'ultimo sistema è meno utilizzato poiché sottrae spazio dagli ambienti interni. I pannelli vengono poi coperti da uno strato protettivo e di finitura realizzato con particolari intonaci. I muri si scaldano ai raggi solari, accumulano calore e poi lo restituiscono all'ambiente, questo permette un risparmio di combustibile e una riduzione delle emissioni inquinanti. Il posizionamento di un isolamento a cappotto ha il vantaggio di non disturbare eccessivamente gli abitanti dell'immobile, in quanto non è necessario evacuare i locali. Se il pannello viene posizionato all’esterno secondo il sistema a cappotto i ponti termici possono essere eliminati e con essi la formazione di condensa, muffe e macchie. I muri svolgono la funzione di volano termico, accumulando calore e cedendolo lentamente, riducendo quindi le ore di funzionamento dell’impianto di riscaldamento e migliorando l’inerzia termica anche nelle stagioni più calde e soleggiate. Inoltre limitando le dilatazioni termiche, si riducono i movimenti interstrutturali degli edifici evitando così il generarsi di fessurazioni. L'intervento risulta ideale quando siano necessari lavori di ristrutturazione delle facciate dell'edificio poiché ponendo in quiete termica la struttura si evitano le formazioni di nuove fessure. L’isolamento a cappotto è una tecnica diffusa e conosciuta; richiede però, sia per la scelta dei materiali che soprattutto per la posa in opera, personale esperto e qualificato. 
- Isolamento pareti divisorie. Per quanto riguarda più nello specifico l’isolamento acustico, le soluzioni riguardano prevalentemente l’isolamento di pareti divisorie. L'isolamento di pareti divisorie aiuta a ridurre il rumore e a creare comfort acustico. Anche nei divisori tra unità abitative vi è tuttavia la necessità di un buon isolamento termico per prevenire i cosiddetti “furti di calore”, possibili per esempio tra un alloggio abitato e riscaldato e uno adiacente libero e non riscaldato. 
Dal punto di vista igrometrico, ai muri divisori sono richieste le stesse prestazioni dei muri perimetrali, cioè la capacità di accumulare calore (cosa particolarmente importante in inverno) e di assorbire temporaneamente l’eccesso di vapore acqueo dell’aria. Per aumentare le prestazioni acustiche, termiche e di protezione al fuoco, occorre inserire nell'intercapedine dei muri i pannelli isolanti opportunamente dimensionati per lo scopo da raggiungere. Nel caso di pareti divisorie in laterizio, la soluzione tecnologica consiste in un pacchetto definito da strati massivi o leggeri separati da un'intercapedine con interposto l'elemento isolante in lana di roccia a mono densità o a doppia densità. In ambito acustico, l'utilizzo di un elemento isolante smorzante fibroso tra due murature crea un sistema denominato massa-molla-massa che garantisce elevate prestazioni in termini di fonoisolamento. Gli strati di intonaco permettono la sigillatura di eventuali fori presenti nelle murature e la continuità dei giunti, fornendo nel loro insieme un importante contributo massivo al pacchetto tecnologico. 
- Placcaggi e contropareti. Il Decreto D.P.C-.M. 5/12/1997 fissa il limite dell'indice di valutazione Rw, ossia del potere fonoisolante apparente indicato dal pedice w (weighted), che è un parametro sintetico ottenuto dai valori alle varie frequenze, in funzione della destinazione d'uso dell'unità immobiliare classificata secondo determinate categorie. L'installazione di un placcaggio è un intervento indicato per migliorare le caratteristiche acustiche di un divisorio esistente. Il risanamento acustico e termico delle pareti di confine fra unità immobiliari o di facciata, potrà essere effettuato realizzando una controparete in cartongesso su orditura metallica, isolata usando pannelli fonoassorbenti e doppia lastra in cartongesso. Infatti l'utilizzo di tecnologie a secco opportunamente stratificate consente di ottenere elevate prestazioni in poco spazio e con limitato disagio per gli occupanti. 
Nel caso di isolamento acustico di una parete fra due unità abitative, accanto alla realizzazione della tradizionale controparete in cartongesso su orditura metallica (che ha un ingombro minimo di 10-15 cm), è possibile realizzare un placcaggio in aderenza con lastre di cartongesso accoppiate ad un isolante acustico. Questa soluzione permette (in poco spessore) di ottenere un sensibile incremento del potere fonoisolante del divisorio in funzione delle condizioni di partenza. La posa di un secondo strato di lastre in cartongesso sfalsato rispetto alla controparete può contribuire ad un ulteriore potere fonoisolante dell'intera parete. La realizzazione di una controparete prevede l'inserimento del pannello isolante in lana di roccia nei vani della struttura metallica creata, a giunti sfalsati. I pannelli in cartongesso o gessofibra, verranno applicati avvitati con viti alla struttura metallica. 

L'isolamento termoacustico nelle partizioni orizzontali 
Isolare un pavimento spesso è dettato da tre motivi fondamentali: il primo per rimediare all’umidità proveniente dal solaio sottostante; il secondo per motivi strettamente acustici per evitare che il calpestio possa infastidire l’inquilino sottostante; il terzo invece è utile quando rimuovendo un vecchio pavimento, non si intende rifare il solaio che appare piuttosto malconcio. 
La coibentazione della pavimentazione è necessaria per quelle camere che sorgono su locali non riscaldati come box auto, cantine, taverne oppure per le stanze realizzate direttamente sul terreno così da eliminare il problema della condensa superficiale. Un solaio (la struttura orizzontali che sostiene il pavimento) non isolato causa una grande dispersione di calore. Questo vale in particolare per i solai in laterocemento e per i solai ventilati, molto usati fino a qualche anno fa. Un pavimento freddo, ad esempio un pavimento controterra o un pavimento che separa un ambiente riscaldato da un ambiente non riscaldato, può causare un aumento dei consumi energetici pari al 30-40%. A volte sono i pavimenti interni a causare problemi, specie nei condomini. 
Coibentare un pavimento interno migliora l'isolamento termoacustico e aiuta a tenere sotto controllo l'umidità ambientale in alcuni locali particolarmente "difficili" come la cantina e il garage. Coibentare il pavimento è conveniente in caso del solaio posto all’ultimo piano di una abitazione, sopra la zona abitabile e a contatto con il sottotetto non abitato. Anche in questo caso si possono ottenere sensibili miglioramenti dell’efficienza energetica. La coibentazione è il modo più efficiente per eliminare la condensa, l’umidità di risalita e rendere l’ambiente domestico più vivibile e sano. In assenza di pavimenti isolati gli sprechi energetici possono arrivare al 20%. Isolare pavimenti in un ambiente domestico è un lavoro complesso ma che porta la contropartita di aumentare il comfort domestico e l’efficienza energetica dell’edificio. Isolare un pavimento esistente è ancora più arduo. 
Per l'isolamento termico dei pavimenti esistenti è possibile utilizzare due metodi: 
- fare la posa di uno strato isolante sul pavimento esistente per poi ri-pavimentare con metodo a secco. 
- rimuovere il pavimento esistente, aggiungere l’isolante e ri-pavimentare 
Nel primo caso bisognerà fare i conti con battiscopa e misure di porte e finestre che andranno cambiate a causa del maggiore spessore aggiunto al pavimento esistente, inoltre si tratta di un’operazione quasi sempre non fattibile. Per migliorare il grado di isolamento di un pavimento esistente si può ricorrere alla posa della moquette. Nel secondo caso bisognerà fare i conti con una procedura più lunga. I materiali usati per isolare un pavimento devono essere resistenti alla pressione e al calpestio. Tra i materiali isolanti più usati per la coibentazione del pavimento citiamo la lana di roccia, feltro in lana di vetro, la vermiculite e una lunga serie di prodotti sintetici posati sotto forma di lastre rigide, tappeti o schiume autoindurenti. Lo strato isolante può avere diversi spessori a seconda dei casi. 
Per una pavimentazione da costruire ex novo, può essere posizionato direttamente sopra la soletta, sopra i tubi degli eventuali impianti, poi annegare il tutto nel massetto per la pavimentazione. Per quanto riguarda i soffitti invece le soluzioni per l’isolamento sono: la controsoffittatura in cartongesso e i controsoffitti isolanti. Per realizzare una controsoffittatura in cartongesso bisognerà costruire una intelaiatura di legno alla quale andranno appoggiate delle travi fissati a ganci o delle assicelle avviate fino alle pareti così da poter alloggiare i componenti isolanti. I materassini isolanti vanno posti tra le travi in legno e vanno sigillati sfruttando i classici pannelli di cartongesso che vanno inseriti al di sopra di una barriera in politilene. 
Per garantire l’isolamento termico del soffitto sarà indicato un materiale isolante dal peso specifico basso, potrebbe essere indicato un sistema di isolamento termico in lana di vetro. Per i controsoffitti isolanti viene realizzato con un reticolo sospeso che integra dei pannelli isolanti di estrema leggerezza. Con l’aggiunta di appositi pannelli acustici, tale sistema di isolamento termico per soffitto aiuta a isolare l’abitazione dal suono, molto utile se si tratta di un’abitazione a due piani. Quando si installa un sistema di isolamento termico per soffitto, bisognerà prestare particolare attenzione all’aerazione della stanza: l’isolamento a soffitto crea un ulteriore “tappo” alla struttura edilizia, così per evitare che subentri un ristagno o un senso di torpore, è bene prestare attezione alla ventilazione del locale. In questi casi è importante installare una presa d’aria esterna come, per esempio, un ventilatore a incastro.
© Copyright 2018. Edilizia in Rete - N.ro Iscrizione ROC 5836 - Privacy policy