Calcolo del comportamento degli edifici in regime termico non stazionario

1 January 1970

Sommario

Nel 2011 il CTI-Comitato Termotecnico Italiano ha in programma di completare gli anni tipo con i dati orari relativi a temperatura, irradianza globale su piano orizzontale, umidità relativa e velocità del vento di tutti i capoluoghi di provincia delle regioni italiane.
Il comportamento del sistema edificio-impianto è intrinsecamente subordinato alla variabilità delle condizioni ambientali al contorno. In particolare gli scambi termici, che avvengono attraverso l'involucro edilizio, sono dovuti alle oscillazioni delle condizioni interne all'edificio, determinate dalle modalità di occupazione e dalle condizioni climatiche -sempre mutevoli- che si verificano al suo esterno.
La variabilità delle condizioni climatiche esterne è descrivibile utilizzando i dati climatici su base oraria: a tale proposito, nel 2011 il CTI-Comitato Termotecnico Italiano, Ente federato all'UNI, ha in programma di completare gli anni tipo con i dati orari relativi a temperatura, irradianza globale su piano orizzontale, umidità relativa e velocità del vento di tutti i capoluoghi di provincia delle regioni italiane.
La variabilità delle condizioni ambientali interne all'edificio viene determinata attraverso l'imputazione di dati occupazionali e gestionali su base oraria (profili dei carichi). Data l'estrema varietà di possibilità relative a questo punto, varietà legata anche alle diverse tipologie edilizie e alle diverse destinazioni d'uso, è opportuno intervenire per formalizzare alcune indicazioni di base, ad esempio per poter impostare un corretto confronto tra diversi software.
Il Gruppo di lavoro 102 / SG 06 “Calcolo del comportamento degli edifici in regime termico non stazionario” del CTI, riunitosi lo scorso dicembre coordinato da Piercarlo Romagnoni, si pone come obiettivo la costruzione di un documento che:
a. indichi una procedura per la stima del fabbisogno di energia annuo per il riscaldamento e il raffreddamento di un edificio o una parte di esso in regime dinamico;
b. contenga i “profili dei carichi” con sequenza oraria, valori per m2 di superficie dell'ambiente climatizzato e/o in funzione dell'occupazione; i profili avranno un valore minimo, medio e massimo, il valore medio corrisponderà al “valore standard” ragguagliabile con la specifica tecnica nazionale UNI TS 11300-1. I profili riguarderanno:
• il numero di persone
• l'utilizzo delle apparecchiature
• l'illuminazione le infiltrazioni
• gli apporti termici interni (non energetici)
• i carichi latenti;
c. sarà applicabile a tutte le tipologie di edifici (a destinazione residenziale, terziaria, ospedaliera, scolastica, ecc.) e prenderà in considerazione solo la parte edificio, tralasciando la parte relativa all'impianto, compito di un altro sottocomitato.
Per ora, l'orientamento del gruppo è quello di non riportare, nel documento, l'algoritmo di calcolo per il quale si farà riferimento alla norma europea UNI EN 15265:2007 “Prestazione energetica degli edifici - Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti mediante metodi dinamici - Criteri generali e procedimenti di validazione”.
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