ANCE: crisi delle imprese e “sbloccacantieri”

In un comunicato stampa del 9 aprile 2018 il presidente dell’ANCE, Gabriele Buia, ha indicato nella crisi, in una burocrazia ipertrofca e nel cattivo funzionamento del Codice Appalti le tre concause che in Italia maggiormente conducono le imprese a fallire.
Lo stesso giorno, i costruttori hanno pubblicato in rete il sito “sbloccacantieri” per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito allo stallo dei lavori pubblici attraverso dati aggiornati in tempo reale, e insieme per propiziare un decisivo cambio di rotta. 

Facciamo un piccolo passo indietro. Il 16 marzo 2018, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva pubblicato online il report di fine legislatura, che include le azioni e gli interventi più importanti nel settore delle infrastrutture e dei trasporti tra cui, anche, il Codice dei contratti.  

Ora, a distanza di un mese, come in risposta al report, il presidente dell’ANCE Buia ha quindi sottolineato che «bene fa il Ministro Delrio a richiamare il problema dei ritardati pagamenti delle amministrazioni pubbliche nei confronti delle imprese di costruzioni. Ma si tratta solo della punta dell’iceberg. Il 2017 è stato il decimo anno di crisi per il settore delle costruzioni, che ha perso oltre 600mila posti di lavoro. Nonostante un cospicuo aumento di risorse messe a disposizione dagli ultimi due Governi, il comparto non solo è fermo, ma continua ad arretrare». 
Un sistema andato in tilt a causa di «una burocrazia asfissiante che blocca tutto invece di decidere, di procedure incomprensibili anche per le stesse amministrazioni che le devono applicare e di un Codice appalti che ha completamente fallito l’obiettivo di rendere più efficiente e trasparente il settore, creando tante e tali ulteriori disfunzioni da dover essere ripensato al più presto». 
Conclude Buia: «Aprire i cantieri per fare manutenzioni, mettere in sicurezza il territorio, avviare e completare opere strategiche è di vitale importanza per il sistema paese, deve diventare un priorità assoluta ed è per questo che tutto il sistema ANCE sta avviando una massiccia campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per far sì che il Parlamento e il prossimo Governo si occupino al più presto di questa emergenza nazionale». 

Non stupisce che in un altro comunicato contestuale ANCE abbia parlato addirittura di un «Paese da Codice rosso. Infrastrutture al collasso e manutenzioni assenti». 
E proprio a supporto della denuncia del grave stallo in cui versa il settore dei lavori pubblici, ANCE ha lanciato in rete il sito “sbloccacantieri” sul quale segnalare via mail le opere bloccate, in ritardo o incompiute. 
Si tratta, nelle intenzioni dei promotori, di un’operazione di trasparenza e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei decisori nazionali. 
L’obiettivo del nuovo sito è infatti quello di localizzare e censire tutte le opere ferme o in ritardo: al centro dell’home page troviamo infatti una cartina dell’Italia che contiene tutte le opere già individuate, Regione per Regione. 
In ogni Regione sono evidenziate le specifiche delle ultime segnalazioni, ed è disponibile il link per visionare l’elenco che ogni anno viene trasmesso all’Anagrafe delle Opere Incompiute tenuta dal Ministero delle infrastrutture. 

L’ANCE invita così a non aspettare «il prossimo evento atmosferico intenso per accorgerci dello stato in cui versano strade, ponti, reti ferroviarie, edifici, spazi verdi e scuole. Le risorse ci sono ma rimangono sui conti correnti dello Stato. La burocrazia è asfissiante. Le norme sono incomprensibili anche per le pubbliche amministrazioni che le devono applicare: bloccano le opere, ma non l’illegalità”. 
E lancia una proposta, un decreto legge per modificare il nuovo Codice Appalti e eliminare le procedure farraginose, e successivamente una “nuova riforma dotata di un regolamento attuativo che restituisca la certezza del diritto».
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