Cambia il Codice Appalti

Saranno numerose le novità soprattutto per progettisti, imprese edili ed enti pubblici. L’intervento apporterà modifiche e integrazioni al Codice al fine di perfezionare l’impianto normativo e confermarne i pilastri fondamentali, in modo da perseguire efficacemente l’obiettivo dello sviluppo del settore.
Il 13 aprile Palazzo Chigi ha licenziato un provvedimento di 131 articoli che modifica i 220 del Codice Appalti, ad un anno dalla sua entrata in vigore (19 aprile 2016). Il governo, oltre a tener conto delle consultazioni effettuate dal Parlamento, ha dato ascolto alle osservazioni dell’ANAC e alle considerazioni del Consiglio di Stato, alle segnalazioni del RUP effettuate nell’ambito delle consultazioni della Cabina di Regia istituita dallo stesso Codice, ed infine ha dato ascolto alla voce delle principali categorie dei soggetti destinatari del provvedimento. 
L’iter parlamentare del decreto legislativo correttivo del D.lgs n. 50/2016 si è dunque concluso dopo aver esaminato 502 proposte di modifica pervenute dagli stakeholders, 94 proposte normative trasmesse dalla Cabina di Regia e 110 richieste di modifica pervenute da soggetti esterni e aver preso in considerazione i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari. Tra le modifiche apportate dal provvedimento è di particolare interesse il riferimento al Decreto Parametri per calcolare i compensi dei professionisti. Le tabelle di calcolo degli importi a base delle gare di progettazione dovranno infatti essere utilizzate obbligatoriamente dalle stazioni appaltanti. È stato previsto inoltre l’obbligo di rendere sistemiche le indagini relative al comportamento energetico dell’opera, in riferimento al contenimento dei consumi energetici. In sostanza il nuovo decreto prevede: paletti meno rigidi per l’urbanizzazione, semplificazione per i pareri scaduti, incentivi per i servizi e i pagamenti ai tecnici della PA, gare più snelle e veloci per sbloccare gli investimenti pubblici, qualificazione più leggera per le PA, eliminazione del collegio consuntivo tecnico, maggiore trasparenza in quanto le stazioni appaltanti avranno l’obbligo di nominare un presidente di commissione tra gli esperti segnalati dall’ Autorità Anticorruzione. 
Qui di seguito vengono descritte le principali novità:
 
IL DECRETO PARAMETRI DIVENTA OBBLIGATORIO 
Diventa obbligatorio per le Stazioni Appaltanti fare riferimento al Decreto Parametri DM 17 giugno 2016per calcolare gli importi da porre a base delle gare di progettazione. Si stabilisce inoltre che i parametri fissati dal Ministero della Giustizia dovranno obbligatoriamente essere utilizzati dalle Stazioni Appaltanti nella definizione dei compensi per i professionisti. 

APPALTO INTEGRATO 
Il Correttivo introduce un periodo transitorio in cui l’appalto integrato sarà consentito per gli appalti i cui progetti preliminari o definitivi siano stati già approvati al 19 aprile 2016 e nei casi.

SUBAPPALTO 
Viene confermata la soglia del 30% sul totale dell’importo contrattuale per l’affidamento del subappalto. Per quanto riguarda invece i lavori superiori ai 5.2 milioni di euro sarà obbligatorio indicare l’offerta di almeno tre subappaltatori disponibili e qualificati a eseguire le opere. 

SEMPLIFICATE LE PROCEDURE DI MANUTENZIONE 
È stato fissato un tetto di due milioni e mezzo di euro per le opere di manutenzione ordinaria che potranno essere appaltate sulla base di un progetto semplificato. Ad occuparti dei dettagli sarà un decreto del Ministro dei Trasporti. Inoltre i dipendenti delle P.A potranno continuare a firmare questi progetti anche se non iscritti all'Albo, purché provvisti di abilitazione professionale. 

SEMPLIFICAZIONI PROCEDURALI 
Per quanto riguarda i nuovi appalti basati su progetti per cui erano scaduti i pareri acquisiti e non variati, vengono confermati tali pareri, le autorizzazioni e le intese già rese dall'amministrazione.
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