Cassazione: risarcimenti per vizi e difetti del costruito

Con la sentenza 26574/2017, la Cassazione ha chiarito le procedure di risarcimento a seguito di vizi dell’opera, con qualche differenza in caso di appalto o di compravendita.
La Cassazione ha specificato che nelle compravendite i tempi per ottenere un risarcimento per i vizi dell’opera sono più brevi: questo perché quando si compra un immobile da un costruttore si tratta di un contratto di compravendita, non di appalto. 
Nel caso dei difetti della costruzione che possono causare la rovina dell’immobile, tra compravendita e appalto, i tempi per far valere la garanzia e le responsabilità del costruttore sono gli stessi: il costruttore-venditore è responsabile per 10 anni dalla consegna dell’immobile e deve risarcire. 
La stessa Cassazione ha negato il risarcimento richiesto per una serie di vizi, perché l’azione era stata presentata oltre i termini; al contrario, ha accolto la richiesta di risarcimento per alcuni difetti di costruzione che causavano rischi per gli abitanti dell’immobile. 

Osserviamo da presso i riferimenti normativi. 
In base all’articolo 1495 del Codice Civile, in caso di comravendita, i vizi devono essere denunciati entro otto giorni dalla scoperta e l’azione cade in prescrizione entro un anno dalla consegna. 
Per contro, ai sensi degli articoli 1667 e 1668, nel caso dell’appalto il periodo di garanzia è più lungo: il committente può denunciare all’appaltatore i vizi entro 60 giorni dalla scoperta e l’azione è prescritto entro due anni dalla consegna dell’immobile. Il committente può chiedere che i vizi siano corretti a spese dell’appaltatore, che il prezzo sia diminuito, che il contratto venga interrotto. 
Infine, l’articolo 1669, che attiene sia alla compravendita sia all’appalto, precisa che se nell’immobile non ci sono vizi, ma difetti tanto gravi da causarne la rovina, la garanzia ha una durata di dieci anni.
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