Certificato di staticità, questo sconosciuto

Nel novembre 2017, Immobiliare.it ha intervistato circa 6mila utenti del suo sito, domandando loro che cosa conoscessero in merito alla certificazione statica dei fabbricati. Risultato: nulla in oltre il 70% dei casi, sebbene un intervistato su due sarebbe disposto a pagare i lavori di messa in sicurezza della propria casa.
Può sembrare paradossale, se si pensa che gli italiani sono sempre più consapevoli dell’importanza di certificazioni quali quella relativa alla classe energetica un immobile o alla sua tenuta antisismica. Eppure, il 71,2% di chi cerca casa non conosce il certificato di staticità. Ancora: nonostante oltre il 60% dei rispondenti abbia detto di essere piuttosto preoccupato della staticità dell’edificio in cui vive, l’84% di loro non ha mai avuto modo di informarsi circa lo stato del proprio fabbricato.  

La consapevolezza sul tema da parte dei non addetti ai lavori risulta bassa anche alla luce di quanta importanza viene attribuita alla staticità degli edifici al momento della scelta di una casa: analizzando le risposte raccolte dal portale, si scopre che solo per un utente su tre questo aspetto è rilevante al momento dell’acquisto. Ma quando si è paventata l’ipotesi di un edificio danneggiato da piccoli cedimenti alle fondamenta o da crepe nelle murature portanti, l’atteggiamento di chi ha risposto al sondaggio è cambiato: il 53% infatti ha risposto che in casi come questo valuterebbe altri immobili nella zona, piuttosto che comprare casa in uno stabile non molto sicuro per sé e la propria famiglia.  

Parlando di costi degli immobili inseriti all’interno di edifici danneggiati, il 52,9% si aspetterebbe che il prezzo di vendita sia inferiore di oltre il 20% rispetto al valore di mercato; nel caso dei contratti di locazione, l’aspettativa si riduce ed è del 34,9% la percentuale di chi si aspetta uno sconto superiore al 20% sul canone di locazione. 

Nonostante una generale scarsa conoscenza del tema, il 50% del campione intervistato ha detto di essere senza dubbio disposto a pagare i lavori di messa in sicurezza dell’edificio in cui vive con la propria famiglia. Circa il 40% valuterebbe la spesa a seconda dell’ammontare richiesto, mentre appena il 4,3% non prenderebbe neppure in considerazione questa ipotesi. Nel concreto, il 34,4% non baderebbe a spese pure di vivere serenamente in un edificio stabile; il 13,3% ha detto di essere disposto a spendere fino a 20mila euro, per il 23,9% la spesa massima sarebbe di 10mila euro e si fermerebbe a 5mila il 28,3 del campione.
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