Conte-bis annuncia il Green new deal

Giuseppe Conte ha ottenuto la fiducia alle Camere per il suo secondo governo. Nel suo discorso programmatico ci sono stati alcuni passaggi interessanti per il settore dell’edilizia.
Conte ha annunciato un «Green new deal» fondato su rigenerazione urbana e riconversione energetica. Inoltre ha parlato anche di sburocratizzazione, di investimenti e di aree terremotate. Per il momento si tratta ancora di slogan, bisognerà vedere se col tempo questo governo sarà in grado di tradurli in misure concrete.

«Green new deal» e rigenerazione urbana
Il nuovo governo si impegna nel promuovere un piano nazionale per la riqualificazione delle città. Gli obbiettivi di questo piano saranno certamente la riduzione del consumo di suolo, la ricucitura con le periferie, miglioramento della viabilità e la tutela delle aree verdi. Questo progetto rientra in una strategia più ampia definita “green new deal”. Il tema è quello di una maggior attenzione ai temi climatici, per questo si ribadisce la volontà di una riconversione energetica per un progressivo ricorso a fonti rinnovabili.

Aree terremotate
Durante il suo lungo discorso il Presidente Giuseppe Conte si è più volte soffermato sul tema degli investimenti e della necessità di un loro incremento. Ha ribadito la volontà di dare una forte accelerata alle attività di ricostruzione pubblica nelle aree colpite da terremoti.

Sburocratizzazione e microedilizia
È stata annunciata la volontà di alleggerire gli adempimenti burocratici, soprattutto per i piccoli cantieri. Questo potrebbe essere una vera e propria boccata d’ossigeno per il settore.

Revisione delle concessioni
«Il governo - ha aggiunto Conte - non rilascerà più alcuna concessione per la trivellazione volta all'estrazione di idrocarburi». Per quanto riguarda le concessioni autostradali ha fatto riferimento a «una progressiva ma inesorabile revisione del sistema» delle concessioni. Si andrà avanti con l’iter intrapreso dopo il crollo del Ponte Genova «senza sconti per gli interessi privati avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell'interesse pubblico e, con esso, la memoria delle 43 vittime».
Quest’ultimo appare come un tema potenzialmente divisivo tra le due componenti politiche del governo. Quel che è certo è che il nuovo Ministro delle Infrastrutture, Paola de Micheli, avrà su questo punto una linea più morbida e più dialogante rispetto al suo predecessore, Danilo Toninelli.

Investimenti e innovazione
Sul fronte investimenti l'attenzione si è concentrata soprattutto sulla necessità di innovare. «L'innovazione - ha detto Conte - non può realizzarsi senza una rete di infrastrutture tradizionali di trasporti e servizi pubblici, senza una politica di difesa dell'ambiente. È necessario ravvivare la dinamica degli investimenti nella definizione delle priorità su cui concentrare nuove risorse. In questa prospettiva le infrastrutture sono essenziali per una crescita fondata sulla sostenibilità, per un sistema moderno, connesso, integrato e più sicuro».
Un'attenzione particolare dovrebbe poi essere rivolta alle aree del Sud. Conte ha, infatti, annunciato l'intenzione di rilanciare gli investimenti «attraverso l'istituzione di una banca pubblica» che «aiuti le imprese e dia impulso all'accumulazione di capitale fisico, umano, sociale e naturale» del Mezzogiorno.

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