Correttivo Appalti: Le critiche del CNI e del Cnappc

Architetti ed Ingegneri mai così uniti. Entrambi si schierano contro il correttivo appalti del Consiglio di Stato. Secondo i due enti, le nuove procedure non garantiranno una maggiore professionalità, anzi renderanno i procedimenti meno trasparenti.
Il Correttivo al Codice Appalti ha suscitato grande stupore e preoccupazione tra Architetti ed Ingegneri. Tra gli argomenti più caldi spuntano l’Utilizzo del Decreto Parametri, l’iscrizione all’Albo per i professionisti e i dipendenti pubblici, priorità alla progettazione interna alla Pubblica Amministrazione. Per quanto riguarda il Decreto Parametri e la trasparenza nelle gare d’appalto, per il CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) è errato chiedere che esso, regolamentato dal DM 17giugno 2016, non sia obbligatorio per la determinazione dei corrispettivi a base d’asta che, come sostiene Michele Lapenna delegato ai Lavori Pubblici per il CNI, è soggetta a ribasso e quindi non è un limite inderogabile. Inoltre, il delegato, si chiede come sia possibile che esistano tariffe per le opere e non per le prestazioni intellettuali. Infine, come sottolinea sempre Lapenna, la base d’asta è il riferimento essenziale per la determinazione della procedura di gara, avere uno strumento fisso e oggettivo pere determinarla, è una garanzia di trasparenza. Anche il Consiglio Nazionale degli architetti, dei pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) si schiera con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Rino La Mendola, vicepresidente del Cnapp, in una sua dichiarazione ha esposto come la mancanza dei parametri obbligatori darebbe troppa discrezionalità alle Stazioni Appaltanti: “Ad esempio, una stazione appaltante, sottostimando l’importo del servizio da affidare sino a scendere sotto la soglia dei 40mila euro, potrebbe procedere con un affidamento diretto, anziché ricorrere ad una procedura negoziata o ad una procedura aperta”. Per quanto riguarda invece la priorità alla progettazione interna in modo da sfruttare le risorse della Pubblica Amministrazione sono state alzate alcune critiche. Secondo Lapenna: “Lo aveva già fatto prima dell’approvazione del Codice Appalti, ma il Governo lo aveva ignorato e abbiamo quindi la certezza che questa posizione verrà nuovamente ignorata. È un Paese strano il CdS deve occuparsi della conformità degli atti alla legge delega e non può legiferare”. Il CNI sostiene infatti che l’affidamento della progettazione ai liberi professionisti assicura standard più elevati. Anche in questo caso, gli architetti si affiancano agli ingegneri. Il Cnapp afferma di essere favorevole alla valorizzazione delle professionalità interne, ma solo per le fasi di programmazione e verifica. La progettazione invece dovrebbe essere affidata ai liberi professionisti che, oggi più che mai, sono in possesso di maggiori strumenti in grado di garantire la qualità. Come afferma La Mendola: “Oggi, paradossalmente accade che sempre più spesso la progettazione venga affidata all’interno delle stazioni appaltanti, mentre le verifiche vengono affidate a liberi professionisti, con il risultato di invertire i ruoli; fatto questo che impedisce la valorizzazione delle capacità attitudinali sia dei pubblici dipendenti che dei liberi professionisti”. Le critiche si sono sviluppate anche per le questioni riguardanti l’iscrizione all’Albo dei dipendenti pubblici, l’Appalto Integrato e la centralità della progettazione. Nel primo caso il CdS ha affermato che non si potrà più chiedere ai professionisti dipendenti pubblici di iscriversi all’Albo di riferimento. Lapenna critica severamente il CdS che sembrerebbe in questo modo, ignorare le modifiche apportate dalla riforma delle professioni con il Dpr 137/2012, che prevede per l’esercizio delle professione, l’iscrizione all’Albo e il rispetto degli obblighi sulla formazione. Dello stesso avviso La Mendola, sottolinea come l’iscrizione all’albo sia una garanzia per la qualità delle prestazioni professionali. Per quanto riguarda invece l’Appalto integrato e la centralità della progettazione, Lapenna si dichiara estremamente contrario alla liberalizzazione dell’appalto integrato poiché in tale modo verrebbe meno la centralità della progettazione e si andrebbe contro lo spirito della riforma degli appalti e della delega.
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