Cresce il numero degli appalti, soprattutto al Nord

Cresme registra, da gennaio ad agosto di questo anno, un +8% nei bandi, per un valore di 24,252 miliardi (+42,8%)
Il mercato dei lavori pubblici continua a crescere, i primi otto mesi del 2019 mostrano un trend positivo. Il numero degli appalti è arrivato a 1.594, per un valore complessivo di 2,3 miliardi (+26,3%). Rispetto al periodo gennaio-agosto 2018 il numero delle gare aumenta dell’8% e il valore a base d’asta delle opere del 42,8 per cento.
Sono soprattutto le maxiopere a trainare i lavori pubblici. Dall'inizio dell'anno i bandi oltre i 50 milioni sono stati 45 per un importo complessivo di 10,2 miliardi. L'incremento, nel confronto con lo stesso periodo dell'anno scorso, è del 50% per le gare e del 156% per i valori. Al primo posto tra le stazioni appaltanti compaiono le Ferrovie dello Stato, con 98 bandi per 4,622 miliardi (+45%). Questo grazie ai 5 lotti Telt, circa 3,3 miliardi, per la costruzione del tunnel di base della TAV Lione-Torino.
Seguono le amministrazioni comunali con 8.849 appalti (+8,8%) per 4,389 miliardi (+16%), i gestori di reti, infrastrutture e servizi pubblici locali con 1.309 avvisi (+4,8) per 2,546 miliardi (+18,9%), i concessionari gestori della rete autostradale con 246 gare (+53% per 2,155 miliardi (+49%) e l'edilizia sanitaria con 616 bandi (+5,7%) per 2 miliardi (+149%). Bene anche l'Anas che ha promosso 239 opere (+21%) per 1,918 miliardi (+182%).
Il 36% dei valori messi in gara arriva da sole tre regioni del Nord: la Lombardia ha promosso nel 2019 2.914 gare (+1,7%) per 3,223 miliardi (+45,6%), il Piemonte 1.162 (+4%) per 2,842 miliardi (+131%), il Veneto 1.360 opere (+20%) per 2,667 miliardi (+107%). In flessione invece Campania e Puglia che hanno mandato in gara opere per 1,689 miliardi (-12% e 958 milioni (-19%).
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