DOXA: Osservatorio sulla Casa 2017

Tre italiani su quattro sono insoddisfatti della propria casa. L’‘Osservatorio sulla Casa’ 2017 ha fotografato le attese degli abitanti rispetto alla loro casa ideale.
La casa ha ancora un ruolo centrale nella vita e per gli investimenti degli italiani. Tuttavia, solo il 25% ritiene di vivere già in una casa ideale; il resto degli intervistati non è soddisfatto della propria abitazione. Lo rivela il quarto ‘Osservatorio sulla Casa’ presentato da Doxa il 6 giugno 2017 in collaborazione con Leroy Merlin. L’indagine ha fotografato lo stato dell’arte degli stili abitativi degli Italiani, illustrando agli addetti ai lavori le attese che gli abitanti nutrono rispetto alla casa ideale.
I 1500 italiani selezionati come campione hanno espresso i loro desiderata rispondendo a quesiti relativi a cinque ambiti di miglioramento capaci di definire lo status di un’ipotetica casa ideale:
• salubrità
• comfort
• efficientamento energetico
• ecososteniblità
• digitalizzazione

Vediamo nel dettaglio i risultati, a tratti inattesi, dell’indagine.

Salubrità
L’inquinamento acustico preoccupa l’80% del campione. Pochi sanno però che l’inquinamento interno è 5 volte maggiore di quello esterno. In effetti, se il 72% degli intervistati ha installato doppi vetri, solo l’11% è intervenuto anche con lavori sulla struttura della casa, vale a dire isolamento delle pareti perimetrali, del solaio/tetto e dei pavimenti.
Il 69% teme poi l’inquinamento dell’aria interna, ma, anche in questo caso, poco note sono le sue maggiori cause: muffe da umidità, aldeidi e VOC (Composti Organici Volatili), presenti in deodoranti, materiali per la pulizia della casa e materiali da costruzione, quali colle, solventi, pitture.
Parallelamente, le soluzioni per combattere il fenomeno non sono condivise come ci si immaginerebbe. Pochi conoscono, per esempio, l’esistenza di materiali edili privi di VOC o addirittura in grado di neutralizzare quelli esistenti.

Comfort
La casa ideale deve essere primariamente comoda. Essa è situata in un quartiere qualificato, è vicina a mezzi pubblici e negozi, ma sa anche “modificarsi”, adattandosi a eventuali esigenze sopraggiunte, quali l’aumento dei membri della famiglia o la necessità di ricavarne nuovi spazi.
Gli italiani sembrano poi amare maggiormente la propria casa quando ne abbelliscano gli ambienti; in effetti, oltre l’85% degli intervistati ha eseguito almeno uno dei lavori di abbellimento, con una spesa media di 3.000 euro.
A tal proposito, il ‘fai da te’ (oggi spesso chiamato ‘DIY’, Do It Yourself) è sempre più diffuso, non tanto come reazione alla crisi economica, ma perché – lo afferma il 52% del campione – i lavori effettuati in prima persona farebbero sentire la casa più personale e a propria misura. Afferma di occuparsi personalmente di manutenzione e ristrutturazione il 27% degli intervistati, siano essi uomini (58%) o donne (42%).

Efficientamento energetico
Solo il 24% degli intervistati considera l’isolamento termico un fattore primario nella scelta dell’abitazione, nonostante tutti siano coscienti di quanto sia oneroso riscaldare e raffrescare la propria casa.
Anche in questo caso, pochi sono informati sulle soluzioni esistenti; il tradizionale isolamento termico attraverso le finestre surclassa ampiamente la diffusione dell’isolamento del cosiddetto ‘involucro opaco’.

Ecosostenibilità
Bassi i coefficienti legati al rispetto per l’ambiente: solo il 21% è soddisfatto della qualità dei materiali di costruzione della propria casa e ancora meno, il 15%, ha installato o è in procinto d’installare pannelli fotovoltaici. Gli Italiani sembrano insomma interessati al tema solo funzionalmente al proprio benessere, non in termini assoluti.

Digitalizzazione
La casa smart, quella dotata di apparecchi comandabili a distanza, non è ancora priorità degli Italiani, se è vero che solo il 16% vede nei sistemi innovativi un elemento discriminante per la scelta della casa. Gli apparecchi di monitoraggio a distanza degli ambienti si confermano quelli più appetiti.

Antisismica e incentivi fiscali
Poco confortanti i dati emersi in relazione a due ultimi aspetti dell’indagine. L’’84% del campione è a conoscenza delle detrazioni fiscali in vigore per le ristrutturazioni, ma stupisce che ben il 48% di chi ha realizzato dei lavori non ne abbia usufruito.
Note dolenti anche per la prevenzione antisismica. Malgrado i recenti terremoti, il 13% degli intervistati non sa se vive in una zona sismica e il 45% non sa se la propria abitazione è stata costruita secondo criteri antisismici.
Questi dati hanno ancor più significato e stridono se rapportati al piano d’investimenti pubblici, per le infrastrutture e la messa in sicurezza di edifici pubblici e musei, recentemente licenziato dal Premier Paolo Gentiloni.
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