Efficienza energetica, applicando le ultime soluzioni hi-tech si può risparmiare sui consumi fino al 90%

Facciate ipertecnologiche, impianti ad altissima efficienza, sistemi domotici e di controllo intelligenti: il futuro del condominio appare imprescindibilmente legato all'evoluzione tecnologica.
La riflessione sul tema della riqualificazione avanza, trainata dagli eventi e dalle fiere di settore, che da Bologna a Bolzano sono sempre più focalizzate sul futuro delle nostre città a partire dagli spazi abitativi. In Italia circa il 62% degli immobili è stato costruito prima del 1990, si tratta quindi di palazzi non sicuri, spesso inadeguati a rispondere alla domanda d’uso. Come ha recentemente sottolineato Scenari Immobiliari gli edifici residenziali sono oltre dodici milioni e di questi, oltre due milioni sono in mediocre o pessimo stato di conservazione.

In questi mesi Il Politecnico di Milano è impegnato nello sviluppo del progetto europeo Heart, cui partecipano 16 partner scientifici ed industriali dell’Unione con l’obiettivo di sviluppare di un kit di tecnologie multifunzionali in grado di ridurre il consumo energetico di un edificio residenziale multipiano anche dell’80% - 90%. Si stima che la soluzione sistemica sviluppata sarà inoltre in grado di ridurre i tempi di installazione di almeno il 30% rispetto alle normali pratiche di retrofit e garantire un payback dell’investimento inferiore ai 15 anni.

Lorenzo Balsamelli della Onleco ha spiegato al Saie: "Se fino a ieri la domanda a cui eravamo chiamati a rispondere era risparmiare energia oggi l’asticella si è alzata. Una casa smart deve rispondere a più criteri, dalla qualità dell’aria indoor al comfort acustico e visivo, al benessere. Bisogna però anche capire se in presenza di strutture che invecchiano, la strada corretta sia sempre la riqualificazione anziché la sostituzione

Secondo Niccolò Aste, professore ordinario del dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano «Uno dei problemi è l’abbattimento del rischio economico che deriva dalla malagestione energetica di un immobile. Spesso un edificio riqualificato può raggiungere ottime prestazioni. Che, tuttavia, rischiano di essere drasticamente ridotte per l’uso scorretto da parte di chi lo abita.Per un soggetto investitore, poniamo il caso di una Esco, che anticipa al condominio le risorse necessarie al risanamento recuperandole nella fase di gestione e realizzando un utile, è fondamentale ridurre al minimo questa variabile. Grazie all’impiego di opportuni sistemi di building automation, è possibile oggi monitorare e segnalare i casi in cui il surplus dei consumi deriva dall’incuria del singolo inquilino, che potrà essere chiamato a concorre alle maggiori spese, disincentivando in tal modo comportamenti inappropriati e sperperi energetici."
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