Fondo Investimenti, 47 mld in 15 anni

Il 29 maggio 2017, il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato il dpcm che ripartisce fino al 2032 la dotazione del Fondo Investimenti.
«Un grande Paese deve permettersi il lusso di una programmazione di lungo periodo perché uno Stato che investe in opere pubbliche a lungo termine è uno Stato che investe in sicurezza del territorio e avvicina le tasse pagate dai cittadini alla comunità». Così il Premier Gentiloni ha commentato la firma del dpcm, Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, per la ripartizione del Fondo Investimenti, istituito dalla Legge di Bilancio 2017. Secondo il comma 140 il fondo serve «per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese» e indica e criteri di ripartizione per l’«avvio immediato dei cantieri».

La dotazione complessiva del Fondo è di 47 milioni di euro, così ripartiti:
• 2017: € 1,9 miliioni
• 2018: € 3,15 milioni
• 2019: € 3,5 milioni
• 2020-32: € 3 milioni per ciascun anno

Per la suddivisione delle somme il Ministero dell'Economia ha esaminato le richieste dei singoli dicasteri, individuando tre criteri: 1. immediato avvio degli interventi e relativa erogazione delle risorse; 2. ricadute sul mercato interno; 3. capacità di programmazione degli interventi su un orizzonte di più lungo periodo. Il risultato è stata la seguente ripartzione.

Infrastrutture e trasporti: 20,4 miliardi
Di questi 20 miliardi, 9,9 miliardi attueranno il contratto di programma 2017-2021 di Rete ferroviaria Italiana, ma anche le ferrovie locali non afferenti alla Rfi potranno giovare del Fondo. L’Anas beneficerà di 5 miliardi per la realizzazione e manutenzione delle reti stradali. Le altre risorse saranno suddivise tra Mose di Venezia, infrastrutture portuali e Fondo progettazione del Ministero delle Infrastrutture, previsto dal Codice Appalti.

Edifici pubblici: 8 miliardi
Tra gli immobili pubblici da mettere in sicurezza spiccano scuole e musei, ma anche gli edifici di edilizia residenziale pubblica. In questo ambito rientrano la sicurezza antisismica, il sostegno al dipartimento Casa Italia, a Polizia e Vigili del Fuoco.

Difesa e MISE: 12,8 miliardi
Saranno investiti 12,8 miliardi per la sicurezza nazionale e il Ministero della Difesa e per i programmi ad alta tecnologia del Mise, Ministero dello Sviluppo Economico.

Ambiente e periferie, giustizia, ricerca: 19 miliardi
Il Fondo prevede 1,7 miliardi per il miglioramento della qualità della vita, del territorio e delle città: rimozione di barriere architettoniche, risanamento ambientale e difesa del suolo, manutenzione della rete idrica, edilizia sanitaria, impianti sportivi.
Per il risanamento delle periferie lo stanziamento complessivo è di 2,1 miliardi di euro; con essi si finanzieranno i 120 progetti di riqualificazione già approvati.
Previsti poi 1,7 miliardi di euro per informatizzare la giustizia e per sostenere le esportazioni.
Infine, alla ricerca andranno investimenti per 2 miliardi di euro, compresa la ricerca spaziale, scientifica, tecnologica e sanitaria.

Il commento di ANCE
Positivo il parere di Gabriele Buia, presidente di ANCE, il quale tuttavia sottolinea che occorre rimuovere gli ostacoli burocratici e procedurali che spesso impediscono che le risorse si trasformino in cantieri. «Il passo più importante da fare – commenta Buia – è superare lo stallo decisionale, quello che blocca, per esempio, il Contratto di Programma Anas, e assicurare l’apertura dei cantieri in tempi ragionevoli e con regole certe, senza ricorrere a procedure straordinarie come troppo spesso si fa nel nostro Paese anche per eventi programmati come i prossimi mondiali di sci di Cortina. Altrimenti avremo perso un’altra grande occasione».
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