I Bonus spingono l'economia italiana

Sono stati presentati i dati raccolti nel rapporto della Camera de Deputati in collaborazione col Cresme.
L’11 dicembre è stato presentato l’annuale studio realizzato dalla Camera dei Deputati insieme al Cresme sull’incisione dei bonus sull’economia italiana. Dal 1998, anno dello storico bonus del 36% sulle ristrutturazioni, si registra una notevole crescita di tutti gli indicatori. Gli investimenti, prodotti dai vari bonus, quest’anno sono stati 29 miliardi, con un + 1,7% sul 2018. In 20 anni gli investimenti sono stati 322 miliardi.

Una spinta anticiclica
In questi 20 anni l’utilizzo di bonus nel campo dell’edilizia ha generato una spinta anticiclica a favore delle attività nel mondo dell’edilizia. Questi incentivi hanno saputo reindirizzare la spesa delle famiglie nel rinnovamento del patrimonio edilizio e nel suo efficientamento. «L’analisi degli investimenti attivati - si legge nel rapporto - evidenzia il fatto che l’incremento delle aliquote ha svolto un’azione particolarmente importante sul mercato negli anni della crisi, dato che, a partire dal 2013, con la parziale eccezione del 2015, l’ammontare dei lavori incentivati si è stabilizzato sino al 2017 su valori annui di circa 28 miliardi di euro, per poi avvicinarsi ai 29 nel 2018 e nel 2019. È inoltre evidente come il potenziamento delle aliquote abbia favorito un’accelerazione delle domande di incentivo».

I dati del 2019
Il Cresme indica un volume di investimenti nel 2019 in crescita. Per quanto riguarda i primi otto mesi di quest’anno, lo studio stima «un volume di spesa complessivo superiore ai livelli del 2018, con 28.963 miliardi di euro, imputabili per 3.250 miliardi di euro alla riqualificazione energetica (in lieve calo rispetto al 2018) e per 25.713 miliardi al recupero edilizio». Inoltre «i dati del 2018 e del 2019 confermano, dunque, che le misure di incentivazione hanno attivato importanti volumi di investimenti a partire dal 2013, in corrispondenza della maggiorazione delle aliquote, e si può pensare che gli incrementi registrati nel 2018 e nel 2019 siano da attribuire anche all’inizio degli effetti prodotti dai nuovi incentivi».
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