Geometri: Il successo oltre la crisi

Si sono rimboccati le maniche, hanno modificato la tipologia dei servizi offerti e si sono adattati alle esigenze del mercato. Son i Geometri italiani che, negli ultimi 10 anni, hanno mantenuto stabile il proprio fatturato (32mila euro) superando il PIL medio nazionale procapite. Come? Adattandosi alle nuove tecnologie e alle esigenze di una clientela composta non solo dalla Pubblica amministrazione, ma anche dai condomini, dalle imprese e dai privati.
Lo scorso 20 aprile a Roma, si è tenuto l’evento “Valore Geometra” , un evento organizzato dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, dalla Cassa Italiana Previdenza ed Assistenza Geometri liberi professionisti e dalla Fondazione Geometri Italiani. Il convegno ha affrontato le tematiche di due particolari ricerche sulla figura del geometra: una condotta dall’Università degli Studi di Genova e una realizzata dal Future Concept Lab di Milano. 
La ricerca dell’Università di Genova (condotta sulla base dei dati statistici forniti dalla Cassa Geometri relativi all’evoluzione del fatturato e dei redditi dei geometri in un arco temporale compreso fra il 2006 ed il 2016 e arricchita da 17.857 risposte ad un questionario mirato) ha dimostrato che questa figura professionale è riuscita, nonostante la crisi, a conservare un livello di fatturato superiore al Pil pro capite italiano: a fronte di un Pil pro capite italiano di 27.027 euro, il fatturato del geometra è stato il 31.832 euro con una differenza media di 4.805 euro in favore dei geometri. I geometri guardano al futuro con ottimismo: dalla ricerca emerge infatti come il 60% del campione ritenga il reddito del 2016 non sia stato inferiore a quello dell’anno precedente. Dall’analisi si evince che il geometra svolge attività diverse dal passato: nel 2016, rispetto al 2006, sono diminuite le pratiche catastali (dal 48,1% al 45,6%) ma sono aumentate le attività di certificazione energetica (in media quattro volte maggiori) ed acustica, rilievi architettonici, direzione lavori, dichiarazioni di successione e pratiche fiscali e burocratiche. Inoltre l’interlocutore non è più solo la Pubblica Amministrazione, ma anche condomìni, imprese, Enti territoriali, privati e l’autorità giudiziaria. Sono queste le trasformazioni che hanno permesso ai professionistici sopravvivere alla crisi. Anche per quanto riguarda la fascia dei giovani Geometri. Nello specifico si è visto che la metà dei geometri under 35 è economicamente indipendente; il 10% di loro può permettersi di vivere da solo e il 30% di avere un nuovo nucleo familiare, a dispetto del livello nazionale. 
 Lo scenario futuro è stato analizzato da FutureConcept Lab che si è soffermata sugli highlights che delineano in prospettiva futura l’identità dei geometri professionisti. Fare il geometra vorrà dire soprattutto essere un consulente a 360°, flessibile e polivalente, esperto in molti ambiti, diversi e collegati tra loro (47,4%) e, a seguire, un esperto del proprio territorio, che ne conosce tutti gli aspetti e in grado di fornire anche un servizio alla comunità (27,7%) un problem solver, in grado di trovare soluzioni veloci, efficaci e precise (21,9%) e un esperto delle tematiche della sostenibilità, utile per i privati e per le comunità (3,0%). Ne emerge in breve che il geometra in futuro dovrà essere un facilitatore dello sviluppo in grado di condurre i cittadini all’interno del mondo della sicurezza, un consulente globale capace di occuparsi contemporaneamente di diversi ambiti, dovrà godere di un upgrade professionale, che afferma le capacità acquisite nel trovare “soluzioni”, dovrà inoltre raggiungere un profilo culturale evoluto ampliando le proprie competenze specifiche.
© Copyright 2017. Edilizia in Rete - Privacy policy