Il check-up di Nomisma del settore edilizio

Durante la settima edizione di RE ITALY, conclusa il 6 giugno 2018 presso la Borsa Italiana di Milano, Nomisma ha illustrato una sorta di check-up dello settore edile nazionale.
Di fronte alla platea dei protagonisti del mercato immobiliare italiano, i tecnici della società di consulenza hanno stigmatizzato le principali difficoltà (e potenzialità) del comparto. Ne tentiamo una sintesi complessiva.

Sebbene le dinamiche dei principali indicatori siano tornate su un sentiero di crescita, l'intero comparto delle costruzioni continua a mostrarsi debole e con aree di elevata fragilità. La produzione mostra un lieve recupero e il sentiment complessivo riprende vigore, sostenuto anche da un framework economico incoraggiante. L'inversione di tendenza si è registrata anche negli investimenti in costruzioni che sono tornati a crescere dalla metà del 2015, senza però riuscire minimamente a reintegrare l'ampio vuoto che si è venuto a creare negli anni di recessione. 

La mancanza di investimenti trova origine in quella spirale sfavorevole innescata dalla crisi, in virtù della quale al ciclo negativo immobiliare si associava un aumento del rischio di credito e politiche di erogazione di finanziamenti estremamente restrittive, che solo nei periodi più recenti sono diventate gradualmente più accomodanti. Gli effetti dei profondi cambiamenti che il settore ha vissuto, non soltanto sul piano industriale, sono ancora visibili analizzando l'equilibrio patrimoniale e finanziario delle imprese. 

Tali indicazioni diventano tanto più interessanti quanto maggiore è il grado di dettaglio settoriale consentendo di cogliere le peculiarità dei modelli di business legati alla diversa attività d'impresa.
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