Osservatorio Compass: la casa ideale per gli italiani

In occasione del Salone del Mobile milanese è stato pubblicato l'ultimo Osservatorio Compass, sul settore dell'arredamento. Il settore è in crescita, legato a doppio filo con il tema delle ristrutturazioni.
La finanziaria rileva infatti l'interesse forte verso il settore, con la crescita dei finanziamenti erogati nel 2017 che hanno superato 1,7 miliardi di euro (+5,4% sul 2016), e con un importo medio finanziato di oltre 2.400 euro.

Tale interesse è evidentemente sospinto anche dalle tante iniziative fiscali che hanno premiato le ristrutturazioni di casa e proprio gli acquisti di mobili ed elettrodomestici, che hanno permesso agli operatori di diffondere previsioni ottimistiche di aumento delle vendite per il prossimo anno in oltre il 40% dei casi. 

In linea generale, gli italiani sono soddisfatti della loro abitazione: la risposta è stata infatti positiva per il 65% degli intervistati. Nonostante questo, non mancano alcune valutazioni critiche, come la necessità di un intervento di ristrutturazione che per il 37% è di vitale importanza. Venendo al tema della ristrutturazione, per il 36% dei privati intervistati la priorità risiede e nell’aumento dell'efficienza energetica, seguito dal miglioramento della funzionalità (33%). In ascesa i trend dell’integrazione delle tecnologie intelligenti (domotica) e dell’ecosostenibilità. 

La stanza che si preferirebbe ristrutturare per prima è il bagno, seguito dalla cucina e dalla sala da pranzo. Parlando invece di cifre da spendere nei mesi a venire per migliorare la casa, la maggior parte degli intervistati prevede di investire meno di 1.000 euro; nondimeno, al secondo posto, troviamo una fetta di intervistati (17%) la cui idea di spesa per lavori in casa va dai 3.000 ai 6.000 euro. 

Infine, le principali problematiche incontrate al momento di decidere di fare lavori in casa lrisultano eminentemente la difficoltà di trovare un professionista affidabile (21%), la fatica di rimanere nei preventivi prefissati (19%) e infine il mancato rispetto delle tempistiche (13%).
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