Rapporto Ance 2017: boom del fatturato estero

Il 5 ottobre Ance ha presentato il Rapporto 2017 sulla presenza delle imprese di costruzione italiane nel mondo. Il trend è sempre più lusinghiero: +17,8% di fatturato.
L’industria edile tricolore seguita a crescere e si rafforza oltreconfine. Nel 2016, con 244 nuovi lavori aggiudicati, per un valore di oltre 20 miliardi di euro, le nostre aziende edili hanno fatto registrare un nuovo record del fatturato estero: +17,8%, un valore lusinghiero, il più alto degli ultimi 10 anni. 
Il trend positivo è in atto dal 2004: dai 3 miliardi di fatturato estero allora ottenuti si è giunti nel 2016 a superare quota 14 miliardi (+ 355%). 
Inedito, invece, che i risultati positivi siano stati accompagnati da una leggera crescita del fatturato in Italia, pari al +2,6%. Un dato che, tuttavia, non riduce la forbice che si è venuta a creare negli ultimi anni. 

Il peso dell’estero sull’attività delle imprese del settore è ormai preponderante, rappresentando circa il 73% del fatturato totale. 
Complessivamente, i cantieri aperti nel mondo targati Italia raggiungono quota 686 per un valore che si aggira attorno ai 90 miliardi di euro. Il 23,8% delle nuove commesse del 2016 è concentrato per la prima volta nel Nord America. La seconda e la terza area di espansione sono l'Africa sub-sahariana e il Medio Oriente con il 17,6% ciascuna. Il quarto continente è l'Asia con il 13,3%. Per la prima volta gli Stati Uniti con un valore di commesse pari a 4 miliardi sono al vertice dei primi dieci mercati nel 2016, che rappresentano il 71,5% del totale dei nuovi lavori. 

Per quanto riguarda la tipologia di opere dominano le infrastrutture stradali e autostradali. Complessivamente, sono aperti 131 cantieri per un valore di 20 miliardi (21,9% del totale). A seguire ci sono le opere idrauliche con il 16,9% del portafoglio lavori, il settore ferroviario che pesa per il 16,1% del totale e la realizzazione di metropolitane con il 15,8%. Cresce anche l'edilizia residenziale e non che rappresenta il 10% del portafoglio lavori (9,1 miliardi). Le realizzazioni riguardano il settore ospedaliero e carcerario, business center, hotel, università e centri di ricerca, musei, parcheggi e infrastrutture legate alla logistica. 

"I successi ottenuti dalle nostre imprese all’estero sono motivo di orgoglio per il Paese”, ha dichiarato il Presidente Ance Giuliano Campana, sottolineando l’indispensabile collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e il ministero dello Sviluppo Economico e l’efficace azione di filiera con l’Agenzia Ice, la Sace, la Simest e le banche. “Una collaborazione sempre più strategica - ha detto - che garantisce un supporto costante anche alle piccole e medie imprese.” 

Accorso alla presentazione anche il Ministro Angelino Alfano, che ha sottolineato quanto “il mondo delle costruzioni sia tra gli assi portanti della diplomazia economica italiana”. Alfano ha poi confermato l’impegno della Farnesina al fianco dell’Associazione costruttori anche nel futuro: “Per l’anno a venire – ha aggiunto - l’accento sarà soprattutto sui Balcani e sul Mediterraneo, che sono tradizionalmente i bacini più importanti per la nostra crescita e per la nostra stessa sicurezza, senza tralasciare i mercati emergenti, perché costruire un’infrastruttura significa anche costruire speranza, pace e prosperità.” 

Infine, il Vicepresidente Ance per i Lavori all’estero, Giandomenico Ghella, illustrando nel dettaglio i dati del Rapporto, ha sottolineato che le imprese di costruzione italiane stanno dimostrando di avere le qualità e le competenze per affermarsi anche in mercati fortemente complessi e competitivi. “Lo dimostra il trend in aumento della presenza delle nostre imprese nei paesi del G20 e in quelli Ocse - ha evidenziato Ghella - nei quali fino a pochi anni fa avevamo una scarsa capacità di penetrazione. Una crescita che appare ancora più significativa se consideriamo che è in netta controtendenza rispetto al fatturato a livello mondiale delle aziende di costruzione all’estero, che è in continuo calo e ha registrato una diminuzione del 6% solo nell’ultimo anno”.

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