Shay Frisch: l'arte di dare forma all'energia

Realizzati con tutta la cura che contraddistingue la filosofia Made in Italy dell'Azienda, gli adattatori multistandard Vimar sono infatti diventati i protagonisti delle opere di Shay Frisch.
Può un semplice adattatore diventare un’opera d’arte? Sì, se questo è un adattatore Vimar. Installazioni che hanno riscosso un successo tale da essere esposte nei più importanti musei, come il Museo di Arte Contemporanea di Roma. 
Qui è stato installato Campo 1833_N, e qui l’opera trova la sua naturale collocazione. Frish, nato a Tel Aviv nel 1963, modella e manipola l’energia attraverso assemblaggi sequenziali composti esclusivamente da adattatori Vimar. Questi assumono il ruolo di conduttori per dare “forma” all’energia e alla luce, rivelando l’invisibile e coinvolgendo lo spettatore in maniera attiva ed emotiva. 
 A conquistarlo sono la qualità dei materiali, la cura dei particolari, il design ricercato e non da ultimo, il fatto che gli adattatori Vimar siano dotati dell'otturatore di protezione Sicury, che impedisce contatti accidentali con parti in tensione. Un sistema brevettato nel 1968 dall'Azienda e ceduto gratuitamente a tutti gli operatori del settore. Inizia così un lavoro di assemblaggio di questi componenti - sempre dello stesso tipo e solo bianchi o neri - che vengono inseriti uno con l’altro, creano delle figure monocrome che hanno come peculiarità il fatto di condurre elettricità, che scorre così in tutta l’opera e prendere forma. Questa modulazione di diversi componenti, pur se uguali tra loro, richiede un meticoloso lavoro di montaggio e smontaggio con tempi molto lunghi. Ogni volta infatti l’opera deve quasi essere cucita sulla parete. Il risultato finale sono opere di notevole impatto, a tal punto che l’energia che circola al loro interno viene quasi “percepita” dallo spettatore. Un’energia che, grazie al contributo fondamentale degli adattatori Vimar, non può che essere positiva.
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