Sisma: Al via le procedure per la ricostruzione privata

Anche i cittadini e gli imprenditori locali potranno occuparsi dei propri immobili colpiti dal sisma. Sono state avviate infatti le procedure per i lavori di lieve entità sugli edifici residenziali e commerciali, ma non solo: è stato redatto l'elenco degli istituti di credito che finanzieranno i lavori di ricostruzione.
Vasco Errani, Commissario alla ricostruzione, con un comunicato ha reso noto l’elenco delle banche aderenti alla Convenzione ABI-CDP “Plafond Sisma Centro Italia”, che erogheranno finanziamenti agevolati per la ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici. Attualmente, gli istituti di credito aderenti all’elenco sopracitato sono solo 11 ma se ne aggiungeranno altri nei prossimi mesi, l’elenco infatti sarà in continuo aggiornamento. Potranno usufruire di questi finanziamenti i cittadini e le imprese che avendo subito danni a causa del terremoto, tentano di ricostruire gli immobili danneggiati affidandosi a professionisti abilitati che certifichino il lavoro. La normativa che regolerà le attività e la distribuzione dei fondi sarà il DL 189/2016. Come si evince dal testo di legge, le disposizioni del presente decreto sono volte a disciplinare gli interventi per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa economica nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici del 24 agosto 2016. Al momento la procedura riguarda solo i danni lievi ad abitazioni e strutture non residenziali e i danni gravi a strutture non residenziali, è comunque in via di definizione l’Ordinanza relativa ai danni gravi alle abitazioni. Risulta comunque un successo per i cittadini privati l’avvio di queste procedure. Per avviare il procedimento sarà necessario eleggere un rappresentante della proprietà dell’immobile danneggiato, successivamente, tramite un professionista abilitato, si dovrà presentare un’ istanza all’ Ufficio Speciale per la ricostruzione, contemporaneamente il Comune dovrà accertarsi della localizzazione dell’immobile, asseverando il nesso di casualità del danno con il terremoto. Con la presentazione dell’istanza, dovranno essere consegnati i documenti per la richiesta del contributo economico, e, nel caso il Comune non ne fosse a conoscenza, la documentazione relativa all’avvio delle attività di cantiere (CILA o SCIA). Risponderà all’istanza l’Ufficio Speciale attraverso una ordinanza dove si indicheranno le motivazioni dell’assegnazione ( o denegazione) del contributo richiesto. All’avanzare dei lavori, o al loro completamento, l’Ufficio Speciale potrà dare ordine agli Istituti di Credito di effettuare i pagamenti dei contributi assegnati ai soggetti che ne hanno il diritto. Tali richieste di contributo possono essere compilate dai professionisti abilitati, ovvero iscritti all’albo professionale e all’Elenco Speciale, dotati di strumenti per la firma digitale. Tali strumenti sono reperibili dalla piattaforma MUDE realizzata dalla Regione Piemonte in occasione della ricostruzione del sisma in Emilia Romagna. Oltre alla consegna della documentazione, il professionista dovrà gestire tutte le fasi della procedura, dalla fase attiva a quella conclusiva; infine per agevolare il ruolo dei tecnici, il Commissario per la ricostruzione ha pubblicato due vademecum: “Vademecum per l’utilizzo del MUDE” e il “ Documento operativo sull’ Istruttoria, Controlli e Pagamenti”

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