Sismabonus valido anche per la ricostruzione

Permettendo di superare un’impasse interpretativa, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 34/E/2018 del 27 aprile, ha precisato che la demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria preesistente (fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica) è da intendersi quale “ristrutturazione edilizia” e quindi è un intervento agevolabile. Nell’agevolazione rientrano anche gli interventi di demolizione e ricostruzione di immobili vincolati che rispettino la medesima sagoma dell’edificio preesistente.
In altre parole, una demolizione e ricostruzione di un edificio che presenti tutte le caratteristiche per rientrare nella definizione di ristrutturazione edilizia e non di nuova costruzione può ottenere il sisma bonus pari al 70% delle spese sostenute (con il limite di 96mila euro per ogni unità immobiliare), se la classe di rischio sismico diminuisce di un punto. La detrazione sale all’80% se la classe di rischio migliora di due. Le percentuali di detrazione sono, rispettivamente, al 75%-85% per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali. 

Inoltre, con la Circolare n. 7/E, pubblicata sempre il 27 aprile 2018 , l’Agenzia ha predisposto un vademecum su detrazioni, crediti d’imposta, ritenute, documenti da presentare e conservare con la dichiarazione dei redditi per guidare cittadini, intermediari e uffici nell’adempimento fiscale più importante dell’anno. Sul Sismabonus, il documento fornisce alcuni chiarimenti aggiuntivi rispetto a quanto precisato dalla Risoluzione n. 34/E. Un paragrafo (righi E41/E53, quadro E, sez. IIIA e IIIB) della Circolare è dedicato alle Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio. Approfonditi anche il Sismabonus per gli interventi antisismici sugli edifici nelle zone ad alta pericolosità sismica e quelli spettanti per interventi di riqualificazione energetica di fabbricati già in essere.
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