Sostenibilità, salubrità e competitività della ceramica

Il 23 settembre ha aperto i battenti, con il tradizionale convegno economico dal titolo “Ceramica: salubrità degli ambienti, tra crescita sostenibile e guerre commerciali”, la 37° edizione di Cersaie.
Sul palco dell’Europauditorium, insieme al Presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, il Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e l’editorialista de La Repubblica Federico Rampini. Ha moderato l’incontro la giornalista di Radio 24, Maria Latella e i saluti introduttivi sono stati portati dal Presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari.
Il Presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani ha ricordato che nel 2018 il settore ceramico italiano ha superato i 507 milioni di euro di investimenti, occupando oltre 22mila addetti e generando un fatturato di 5,7 miliardi di euro, l’85% dei quali all’estero. “Il tema delle infrastrutture è strategico – ha ricordato Savorani – perché movimentiamo circa 17 milioni di tonnellate di prodotti all’anno, che necessitano di un collegamento diretto con la rete autostradale: attualmente utilizziamo complessivamente il 23% dei trasporti su ferro e solo un quinto delle materie prime che arrivano al Porto di Ravenna vengono trasportate a Sassuolo tramite treno”.
“Il settore investe quasi il 10% del fatturato, da anni, per migliorare i processi produttivi e i prodotti, rendendo l’industria ceramica un fiore all’occhiello della sostenibilità e dell’efficienza energetica. Abbiamo bisogno che lo Stato si faccia sentire in sede Europea – sottolinea il Presidente di Confindustria Ceramica - perché la Direttiva sulle Emissioni di Co2 in atmosfera che ci impone un ulteriore -23% nel 2020 rischia di mettere all’angolo le nostre imprese”. “Sul fronte del risparmio idrico – ha ricordato Savorani – oggi i sanitari italiani scaricano dai 3 ai 6 litri e se sostituissimo il vecchio patrimonio di ceramica sanitaria ultratrentennale si avrebbe un risparmio per l’intero Paese”

Ha concluso i lavori il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che ha ricordato come i dati previsionali non siano positivi soprattutto per la Germania e quindi anche per noi. “Dobbiamo uscire da una logica di campagna elettorale permanente – ha sottolineato Boccia – e ci vuole un piano a medio termine per tutto il Paese che riduca il debito pubblico, che prema sull’occupazione e sulle infrastrutture. Il lavoro è il primo elemento di coesione sociale, come dice la nostra Costituzione. La vera sfida è tra l’Europa e gli altri Paesi, non tra i paesi dell’Europa. Dobbiamo puntare sulla formazione dei nostri giovani se consideriamo che dagli ITS escono solo 8.000 studenti, mentre in Germania sono 800.000.
L’industria italiana è, per vocazione, campione di economia circolare in Europa”.
“Per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi europei – ha concluso Boccia - la nostra proposta è che se entro una certa data la Regione non usa i fondi, entri in gioco una cabina di regia che non li disperda e se anche in questo caso non si riescono ad assegnare, si attivi il credito di imposta per chi investe in quella Regione, in modo che i cittadini non paghino per le incompetenze dei loro amministratori”.
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