Vademecum ANCE sul subappalto

Quali attività si configurano come subappalto? Esiste una soglia subappaltabile? Un Vademecum di ANCE chiarisce tutti i dubbi sull’argomento dopo il discusso rinnovo del Codice Appalti dello scorso aprile. La discussione in merito chiama in causa Antitrust e Corte UE.
L’Associazione Nazionale Costruttori Edili ha predisposto un documento intitolato “Il subappalto nel D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, come modificato dal D.lgs. 19 aprile 2017, n. 56".
Il vademecum rileva come la soglia massima subappaltabile è stata limitata dal recente Codice al 30%. Il limite non è riferibile, come in passato, alla categoria prevalente, bensì all’importo complessivo del contratto. Sul 30% incidono tutti i sub-affidamenti riconducibili alle categorie scorporabili.
Citando il Vademecum: "L’appaltatore può gestire questo 30% ripartendolo, come meglio ritiene, tra le varie categorie previste nel bando di gara, con la possibilità, nel caso di raggruppamento, di stabilire eventualmente in specifici accordi come deve ritenersi ripartita tale quota tra i componenti del raggruppamento stesso. Tale libertà comporta che, in linea teorica, nel caso in cui l’opera prevalente sia di importo pari o inferiore al 30% dell’appalto (ossia coincida per importi con la quota di subappalto), non sussiste ostacolo a che questa venga subappaltata per intero".

Antitrust e ANCE lamentano che la forte limitazione all’organizzazione dell’impresa introdotta dal nuovo Codice contrasta con le direttive comunitarie 2014/24/UE).
Sullo stesso argomento si era già espressa la Corte UE che ha stabilito che una clausola che prevede “limitazioni al ricorso a subappaltatori per una parte dell’appalto fissata in maniera astratta in una determinata percentuale dello stesso, e ciò a prescindere dalla possibilità di verificare le capacità di eventuali subappaltatori e senza menzione alcuna del carattere essenziale degli incarichi di cui si tratterebbe” è contraria all’articolo 48, paragrafo 3, della suddetta direttiva, e quindi al diritto dell’Unione.

L’ANCE ha dunque presentato un esposto alla Commissione Europea per verificare la coerenza tra Codice e la Direttiva 2014/24/UE. La Commissione UE ha risposto che le norme sul subappalto contenute nel nuovo codice degli appalti e nel decreto correttivo sono effettivamente in contrasto con la giurisprudenza UE in materia di subappalto.
La denuncia d’infrazione alla Commissione Europea, presentata da ANCE mira ad eliminare nello specifico le seguenti norme introdotte dal nuovo Codice:
• limite del 30 per certo dell’importo dell’appalto per il ricorso al subappalto;
• obbligo di ATI verticale per le categorie super-specialistiche;
• divieto di ribasso sui costi della manodopera relativi alle prestazioni affidate in subappalto;
• eliminazione della possibilità per l’appaltatore di qualificarsi anche attraverso i lavori affidati in subappalto
• obbligo del pagamento diretto del subappaltatore in caso di micro o piccola impresa, sia in caso di appalto sia di concessioni;
• obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori, sia in caso di appalto sia di concessioni;
• ribassabilità massima, per le prestazioni affidate in subappalto, del 20 per cento dei prezzi risultanti dall’aggiudicazione.
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