Nuova copertura per la Basilica di Aquileia

Famosa per i suoi mosaici, ma non solo, la Basilica di Aquileia, patrimonio UNESCO, è uno dei luoghi simbolo della cristianità conosciuto in tutto il mondo. Proprio per il suo valore simbolico e per l’unicità delle opere d’arte ospitate al suo interno, si è reso quanto mai indispensabile un intervento sulla copertura che versava in cattive condizioni. AERcoppo è stato utilizzato per le navate laterali allo scopo di garantire la perfetta tenuta del tetto ma anche una ventilazione naturale che consentirà di mantenerne l’efficienza nel tempo.
Famosa per i suoi mosaici, ma non solo, la Basilica di Aquileia, patrimonio UNESCO, è uno dei luoghi simbolo della cristianità conosciuto in tutto il mondo. Proprio per il suo valore simbolico e per l’unicità delle opere d’arte ospitate al suo interno, si è reso quanto mai indispensabile un intervento sulla copertura che versava in cattive condizioni. AERcoppo è stato utilizzato per le navate laterali allo scopo di garantire la perfetta tenuta del tetto ma anche una ventilazione naturale che consentirà di mantenerne l’efficienza nel tempo.

È senza dubbio uno dei punti di riferimento per la cultura cristiana, è un complesso ricco di opere d’arte dal valore inestimabile, è un luogo visitato ogni anno da turisti provenienti da tutto il mondo. La lunghezza complessiva della basilica, dall’ingresso all’estremità dell’abside, è pari a 65 metri. Il corpo del transetto è lungo 42,50 metri per una larghezza di 9,30 metri. La larghezza della navata centrale, misurata tra gli assi dei due colonnati che la separano dalle navate laterali, è pari a 12,70 metri, mentre la larghezza complessiva delle tre navate è di 29,20 metri.

Ma, al di là dei numeri, è soprattutto guardando in basso che l’emozione aumenta e che ci si rende conto di essere al cospetto di una delle pagine fondamentali della nostra storia. Il pavimento, scoperto ai primi del Novecento rimuovendo lo strato esistente a quell’epoca, è il più esteso mosaico paleocristiano del mondo occidentale.

Se il pavimento è un capolavoro, anche alzando lo sguardo verso la sommità della basilica non si resta affatto delusi. La navata centrale presenta un soffitto ligneo a carena di nave rovesciata, risalente al XVI secolo (1526), che si imposta a un’altezza dal pavimento interno di 17,70 metri, per raggiungere i 21,50 metri al vertice della copertura. Navata centrale e transetto propongono una forma di arco gotico a trifoglio con travi orizzontali a sostegno delle poderose curve lignee della struttura, a loro volta rivestite con tavolette sulle quali si possono osservare i motivi geometrici a sei punte e nastri correnti disposti in file ordinate.

I lavori sono stati suddivisi, per motivi legati alla programmazione economica, in diversi lotti di intervento, il primo dei quali completato nel 2016. Il secondo ha riguardato invece la copertura della navata centrale e delle navate laterali e, come racconta l’Architetto Carlo Cossar, Direttore dei Lavori, ha preso avvio all’inizio di quest’anno: “I lavori sulle navate laterali sono iniziati nel gennaio 2019 e sono stati conclusi ad aprile. Si è proceduto al completo smantellamento del manto di copertura che versava in pessime condizioni per diversi motivi, con successivo accatastamento dei coppi nell’ambito di cantiere, l’accurata pulizia dalla vegetazione infestante e dal guano dei piccioni. Si è poi provveduto a stendere una guaina impermeabilizzante sopra quella esistente, che presentava parecchi problemi e numerose assenze, così da rendere la copertura perfettamente impermeabile”.

Un intervento complesso, su un bene sottoposto a vincolo, portato a termine, come sottolinea la progettista, grazie a un’ottima collaborazione con AERtetto: “In generale possiamo affermare che il confronto continuo con i referenti tecnici dell’azienda ci ha permesso di superare alcune difficoltà iniziali con tempestività, di alimentare la fiducia reciproca, la consapevolezza sulle potenzialità del sistema e di portare a termine il lavoro con ottimi risultati e nei tempi stabiliti dal nostro programma, restituendo alla collettività un bene preziosissimo”.
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