Palazzo Ardinghelli - L'Aquila (AQ)

A palazzo Ardinghelli è stato effettuato un intervento diffuso da parte di Bossong con l’inserimento di diatoni artificiali a espansione allo scopo di collegare i diversi paramenti costituenti le murature e ridurre la vulnerabilità delle pareti murarie.
Palazzo Ardinghelli, uno dei palazzi più prestigiosi di L’Aquila, a seguito del sisma del 6 aprile 2009, ha riportato gravi lesioni alle murature e crolli parziali di alcuni elementi strutturali, oltre che danni all’apparto decorativo. 
La sempre maggiore attenzione alla conservazione del patrimonio storico e del costruito ha richiesto in parallelo lo sviluppo di una tecnologia specifica per l’ancoraggio in murature storiche. L'osservazione dei danni subiti dalle pareti murarie ha permesso di fare alcune considerazioni sulla qualità delle tessiture murarie realizzate prevalentemente da conci sbozzati con paramento di limitato spessore e nucleo interno. 
La mancanza di veri e propri ammorsamenti oltre alla presenza di rimaneggiamenti, costituiti principalmente da fodere in laterizio, inserite allo scopo di regolarizzare le superfici esistenti ma non ammorsate a queste ultime, ha reso necessario un intervento diffuso con diatoni inseriti trasversalmente alle murature e di incatenamento delle pareti. 
Trattandosi di murature con spessori variabili da 50 a 85 cm, sono stati installati diatoni GBOS 16-40 P di diverse lunghezze in perfori del diametro di 40 mm, non passanti.
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