Palazzo Paravia - Torino

Un progetto di restauro conservativo per far coesistere tecnologie d’avanguardia e qualità architettonica in un moderno palazzo d’epoca.
Costruito nel 1864 dalla Italian Building Society e originariamente destinato ad accogliere le attività amministrative del neonato Regno d’Italia, Palazzo Paravia prese il nome dell’omonimo editore che lo acquistò successivamente. Come gli altri edifici sorti con il medesimo fine in Piazza Statuto, nel centro storico di Torino, anche Palazzo Paravia ha dovuto attendere la realizzazione delle opere connesse alle Olimpiadi Invernali per godere di un intervento di riqualificazione urbanistica degli spazi pubblici circostanti capace di equilibrarne la qualità architettonica, improntata a un sobrio neoclassico inglese. Da circa sei anni, l’edificio è interessato da un progetto di restauro conservativo estremamente attento ai caratteri filologici, opera degli architetti Ornella Bordoni e Silvano Tarable.
La loro attività consiste nell’acquisizione e nella ristrutturazione di immobili d’epoca, secondo modalità tutt’altro che speculative: la qualità della realizzazione è l’obiettivo principale dei loro interventi, destinati ad essere reimmessi sul mercato. La scelta degli edifici più adatti è fondamentale, grazie alla costruzione della nuova Stazione Porta Susa della linea ferroviaria ad alta velocità, la zona diventerà nodale per l’intera città. Anche per questo motivo, Palazzo Paravia ospiterà spazi adibiti a diverse funzioni; residenze, uffici e negozi di pregio occuperanno il palazzo, al quale è stato annesso anche il cortile retrostante, originariamente di pertinenza dell’edificio limitrofo, progettato da Gabetti e Isola, che accoglie un parcheggio automatizzato interrato da 63 posti auto, accessibile attraverso un montavetture elettromeccanico.
Il progetto è stato realizzato da imprese e artigiani di provata esperienza e professionalità, prestando particolare attenzione a rispettare l’esistente e a minimizzare qualsiasi nuovo inserimento. L’installazione di una chiusura dell’androne dedicato all’uscita degli automezzi ha contribuito a valorizzare l’intervento. Il cortile interno, infatti, è singolare: sono state enfatizzate alcune curiose preesistenze – il dipinto di una garitta con carabiniere in uniforme d’epoca – mediante una pavimentazione obliqua in pietra, con finiture a spacco e a spazzola a fasce alternate. Per rendere visibile dall’esterno il cortile, gli architetti si sono avvalsi di un prodotto della linea Hörmann che potesse rispettare al meglio le delicate linee architettoniche delle facciate e, nel contempo, garantire un livello di qualità allineato a quello dell’intero intervento, ricorrendo ad un portone sezionale con ampie parti trasparenti. Il risultato è un ingresso con tutte le caratteristiche di una vetrina, che crea un’interessante gioco percettivo fra i prospetti massivi, in bugnato per Palazzo Paravia e in mattoni per l’edificio di Gabetti e Isola, e il retrostante cortile interno, che entra così a far parte del rinnovato spazio pubblico antistante. Tale soluzione certifica come sia possibile coniugare tecnologia e design d’avanguardia con le esigenze di un recupero di elevato profilo culturale, personalizzando la fornitura a misura delle esigenze del cliente.

Forniture a cura di Hörmann Italia
Il portone sezionale installato a Palazzo Paravia è un modello ASL 40, caratterizzato da sottili telai in alluminio ad andamento orizzontale – le cui dimensioni rispettano gli allineamenti della facciata – e a specchiatura panoramica. La personalizzazione d’immagine delle componenti ha interessato anche l’impiego di vetrate Securit spesse 16 mm e l’applicazione di una decalcomania con il logo del palazzo. Poiché l’imbocco e il soffitto dell’androne sono complanari, esternamente è stata applicata una cartella fissa che, a portone chiuso, ricompone l’immagine d’insieme celando lo spazio tecnico destinato alla rotazione delle sezioni. La contenute dimensioni trasversali del portone hanno richiesto la realizzazione di una nicchia per alloggiare il sistema di motorizzazione (WA400 B460FU), dotato di variatore di sequenza a funzionamento in continuo al 100%; il quadro è incassato in un apposito armadietto. All’interno, l’unico elemento a vista sono le guide e le molle maggiorate, da 50.000 cicli.
  • Azienda: HORMANN ITALIA
  • progettista: Ornella Bordoni e Silvano Tarable
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