Piccoli Comuni, al via il piano per la messa in sicurezza degli edifici

Il Ministero dell’Interno chiarisce per quali interventi e con quali procedure possono essere utilizzati i 394,49 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale per i piccoli Comuni.
Cosa si intende per "opere di messa in sicurezza"? Entro quale termine è necessario iniziare l’esecuzione dei lavori al fine di evitare la revoca del contributo? Il contributo assegnato può essere destinato a due o più interventi distinti?

A questi e altri quesiti il Ministero dell’Interno risponde attraverso le FAQ che arrivano dopo la pubblicazione del decreto che assegna ai piccoli Comuni le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio per il 2019.

Un punto chiave è quello che sottolinea che che gli interventi devono essere di manutenzione straordinaria finalizzati alla messa in sicurezza, «di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale», come stabilito dalla legge.
Il Viminale spiega anche quali particolare tipologie di opera possa rientrare (ad esempio le opere anti-dissesto), ma i paletti sono i due citati: manutenzione straordinaria - dunque no a nuove opere e manutenzione ordinaria - e finalizzata alla messa in sicurezza, interventi cioè per la messa a norma rispetto a immobili “non a norma” (anti-incendio, anti-sismica) e più in generale interventi finalizzati alla protezione dai rischi, per arginare quindi situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità degli utenti.

In allegato le FAQ in formato pdf.


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