Sblocco di liquidità per un miliardo sulle infrastrutture finanziate con fondi Fsc

Secondo la bozza del decreto sarà prevista la possibilità di chiedere l'anticipazione del 20% sulle infrastrutture pubbliche finanziate con risorse Fsc 2014-2020 nell'ambito dei piani operativi delle amministrazioni centrali (con le delibere Cipe n.25 e 26 del 2016). Condizione necessaria sarà il fatto che tali interventi «siano dotati di progetto esecutivo approvato o definitivo approvato in caso di affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione dei lavori».
La norma esclude le opere di Anas e Rfi. L'obiettivoè quello di andare incontro alle esigenze delle Amministrazioni, titolari di Piani Operativi e di Patti per lo sviluppo, finanziati con risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2014-2020, di disporre di adeguata liquidità, sia per far avanzare la progettazione sia ai fini dell'adempimento dell'obbligo delle stazioni appaltanti di anticipazione del prezzo all'appaltatore, ai sensi dell'articolo 35, comma 18, del Codice dei contratti pubblici.

Dalla relazione tecnica si evince che l'impatto finanziario del raddoppio dell'anticipazione «può essere stimato in circa 1 miliardo di euro nell'anno in corso, considerando l'andamento temporale delle richieste di pagamento e il trend di implementazione nel sistema di monitoraggio».
© Copyright 2020. Edilizia in Rete - N.ro Iscrizione ROC 5836 - Privacy policy