La strategia europea sull’efficienza energetica degli edifici verso il 2030

Gli edifici privati in classe energetica F e G saranno banditi in tutta Europa entro i prossimi sette anni: è questo il piano della nuova direttiva pensata dalla Commissione Europea. Si tratta di un tassello che si aggiunge al più ampio Fit for 55 l’obbiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030.
La direttiva della Commissione dovrebbe arrivare al Parlamento Europeo il giorno 24 gennaio, per poi essere sottoposta al voto finale probabilmente entro il 13 marzo. Due sono le tappe previste: tutte le case e gli appartamenti europei dovranno raggiungere la classe energetica E entro il 2030, per poi progredire entro il 2033 alla classe D.

Concretamente significa che «gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili», ha spiegato Bruxelles illustrando la proposta di direttiva. La Commissione non ha ritenuto necessario introdurre sanzioni (come delle limitazioni all'affitto) nel caso di mancato rinnovamento, l'eventuale scelta verrà demandata ai governi nazionali.

La stretta sugli edifici privati fa parte di una strategia più ampia dell’Unione Europea, il pacchetto della politica ambientale “Fit for 55” che punta alla riduzione della CO2 del 55% entro il 2030, rispetto ai dati del 1990. L’obiettivo successivo è arrivare a zero emissioni nel 2050 secondo il cosiddetto New Green Deal.

Si tratta di una sfida particolarmente impegnativa per l’Italia. Come si sa il nostro Paese ha un patrimonio immobiliare vecchio: si stima che gli edifici in classe F e G siano il 60% del totale.
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