Nel decreto "Emergenza Ucraina” una misura contro il caro materiali

Il Governo stanzierà un Fondo da 320 milioni di euro a sostegno delle imprese, per contrastare i danni causati dell'aumento dei prezzi delle materie prime per le costruzioni.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo, è stato pubblicato il Decreto-Legge 21 marzo 2022 n. 21, recante “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”. Per quanto di interesse del settore delle opere pubbliche, l’art. 23 (intitolato “revisione prezzi”) introduce alcune misure importanti per fronteggiare gli aumenti dei prezzi di alcuni materiali da costruzione. Nell’articolo si legge che il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims) può riconoscere un’anticipazione pari al 50% dell’importo richiesto dalle imprese al Fondo per l’adeguamento dei prezzi, fino ad un massimo del 50% del Fondo stesso.

Inoltre, il Decreto prevede uno stanziamento di 320 milioni così ripartiti: - 200 milioni per il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche
- 120 milioni per la dotazione del Fondo per l'adeguamento dei prezzi

Non compare invece nel D.L. 21/2022 la misura relativa alla sospensione o proroga della prestazione in caso di aumento dei prezzi nei contratti pubblici, annunciata nel comunicato stampa n. 68, relativo al Consiglio dei ministri del 18/03/2022.
“Inconcepibile il dietrofront del Governo”, dichiara il Presidente dell’Ance, Gabriele Buia, “Quella norma, che peraltro concedeva solo una tregua senza individuare una soluzione duratura, era l’unico strumento a disposizione delle imprese per non abbandonare del tutto i cantieri, vista l’impossibilità di proseguire i lavori con i costi attuali e la scarsità di materiali”.

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