Riciclo, l'asfalto fonoassorbente con gomma dura più a lungo ma in Italia è ancora poco diffuso

Dal 2010 Frantoio Fondovalle, azienda nata in Emilia come piccola impresa di montagna, produce asfalto con un bitume che contiene polvere di gomma miniaturizzata ricavata dagli pneumatici fuori uso.
Stefano Passini, responsabile commerciale dell’azienda di Montese, dichiara che si tratta di un mercato ancora di "nicchia". Il resto dell’Europa ha già fatto notevoli passi avanti rispetto a noi perché da parte degli enti pubblici, ma anche delle imprese private, c’è ancora una certa resistenza a utilizzarlo, nonostante duri più a lungo e sia maggiormente ecosostenibile. Una riluttanza che è dovuta in larga parte a una questione di costi. Ha infatti un prezzo più alto di quello dei conglomerati tradizionali, un ostacolo che ne frena la diffusione.

Frantoio Fondovalle è un’azienda fondata nel 1964, all'inizio dell’attività prelevava ghiaia per la produzione di calcestruzzo e materiali inerti per la realizzazione di strade ed edifici. È cresciuta nel tempo fino a diventare una impresa che dà lavoro a 220 persone, in tre stabilimenti dislocati tra la provincia di Modena e Bologna. La decisione di indirizzarsi sul recupero della gomma è l’evoluzione di una scelta fatta molto tempo fa, quando Frantoio Fondovalle decise di dare il via libera alla produzione di calcestruzzi e conglomerati con materiali recuperati dalle demolizioni. I suoi clienti oggi sono enti della pubblica amministrazione, Anas, Autostrade per l’Italia. «Noi siamo pronti per aumentare la produzione di questo tipo di asfalto che dà prestazioni decisamente superiori a quelle degli altri materiali – dichiara Passini – ma tutto dipende dalla domanda, che è ancora molto limitata»
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