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Direttiva europea Case Green
La Commissione europea ha inviato all’Italia un parere motivato per il mancato invio, entro il 31 dicembre 2025, della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. L’Italia ha ora due mesi per rispondere e presentare il piano; in caso contrario, la Commissione potrà valutare il deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Il piano dovrà indicare come rendere progressivamente più efficienti e decarbonizzati gli edifici italiani, in linea con l’obiettivo europeo di arrivare a un patrimonio edilizio ad alta efficienza energetica e decarbonizzato entro il 2050. La direttiva non obbliga tutte le abitazioni a raggiungere la classe E entro il 2030 e la D entro il 2033, né impone automaticamente lavori ai proprietari di immobili in classe F o G. Per il patrimonio residenziale è prevista una riduzione del consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, concentrando gli interventi soprattutto sugli edifici con le peggiori prestazioni energetiche. Non è previsto neppure un divieto europeo di vendere o affittare case in classe G, né l’obbligo generalizzato di realizzare il cappotto termico. Gli interventi potranno comprendere isolamento, nuovi impianti, miglioramento degli infissi, energie rinnovabili e sistemi di controllo, in funzione delle caratteristiche degli edifici. Le caldaie a gas esistenti non devono essere sostituite immediatamente. Dal 2025, invece, non possono essere previsti incentivi finanziari per l’installazione di nuove caldaie autonome alimentate da combustibili fossili, secondo le condizioni stabilite dalla direttiva. L’obiettivo è la progressiva eliminazione dei combustibili fossili nel riscaldamento. I pannelli solari non sono obbligatori per tutte le abitazioni esistenti. Per le nuove costruzioni sono previsti requisiti progressivi e, dal 2030, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero; per gli edifici pubblici nuovi il termine è il 2028. Sono inoltre possibili deroghe per alcune categorie di edifici, tra cui determinati edifici storici e alcune abitazioni utilizzate come case vacanza, secondo le condizioni che saranno definite dagli Stati. La direttiva non stabilisce quanto dovrà spendere ciascun proprietario e non garantisce il rimborso integrale dei lavori. Prevede però strumenti di finanziamento e assistenza, con particolare attenzione agli edifici meno efficienti e alle famiglie vulnerabili. In definitiva, non esiste oggi un obbligo europeo generalizzato di ristrutturare tutte le case, raggiungere una determinata classe energetica o installare cappotto e fotovoltaico. Sarà soprattutto il Piano nazionale italiano, insieme alle successive norme nazionali, a stabilire quali interventi saranno richiesti, a chi e quali incentivi saranno disponibili.

