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Direttiva Red III
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo 5/2026, l’Italia ha recepito la direttiva europea Red III. Il provvedimento va ad aggiornare e ridefinire gli obiettivi relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili, con novità che andranno a coinvolgere anche il settore edile.
I cambiamenti introdotti dal recepimento della Direttiva Red III impongono l’integrazione dei sistemi Fer nei progetti di riqualificazione, con percentuali che variano dal 15% al 60%, a seconda che si tratti di un intervento di ristrutturazione di secondo o di primo livello, oppure di una nuova costruzione. Il recepimento della direttiva lasciava spazio al nostro governo di selezionare gli ambiti di intervento, e sarebbe stato possibile non includere gli interventi di ristrutturazione minori (di secondo livello), che con l’obbligo di adeguamento impiantistico spesso potrebbero non essere realizzati del tutto (né per l’isolamento termico, né per gli impianti).
Cortexa ha sempre sostenuto la necessità di effettuare interventi integrati, il cui primo passaggio è però sempre l’efficientamento energetico dell’involucro, perché non c’è una fonte di energia più sostenibile di quella risparmiata. Con il recepimento in Italia della Direttiva Red III, anche per ristrutturazioni importanti di secondo livello che prevedono l’efficientamento energetico dell’involucro, viene imposto che una quota rilevante dei consumi sia coperta da energie da fonti rinnovabili, imponendo importanti investimenti sull’impianto, non accessibili a tutte le famiglie italiane. I numeri del patrimonio immobiliare indicano chiaramente qual è la priorità: gli edifici italiani rappresentano oltre il 40% dei consumi energetici del Paese, di cui il 69% per riscaldamento e raffrescamento.
Cortexa ha sempre sostenuto la necessità di effettuare interventi integrati, il cui primo passaggio è però sempre l’efficientamento energetico dell’involucro, perché non c’è una fonte di energia più sostenibile di quella risparmiata. Con il recepimento in Italia della Direttiva Red III, anche per ristrutturazioni importanti di secondo livello che prevedono l’efficientamento energetico dell’involucro, viene imposto che una quota rilevante dei consumi sia coperta da energie da fonti rinnovabili, imponendo importanti investimenti sull’impianto, non accessibili a tutte le famiglie italiane. I numeri del patrimonio immobiliare indicano chiaramente qual è la priorità: gli edifici italiani rappresentano oltre il 40% dei consumi energetici del Paese, di cui il 69% per riscaldamento e raffrescamento.
- Enti e associazioni: CORTEXA

