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End of Waste

CAP Evolution, la società di Gruppo CAP, segna un nuovo importante traguardo in direzione zero-waste grazie all’autorizzazione rilasciata dalla Città di Milano a immettere sul mercato la sabbia recuperata e rigenerata dai processi di depurazione nell’impianto di trattamento di Robecco sul Naviglio.
Si tratta di un risultato che acquista un'importanza ancora maggiore se inserito nell'attuale scenario macroeconomico: secondo i dati UNEP (il Programma ONU per l'Ambiente), a livello globale se ne consumano circa 50 miliardi di tonnellate all'anno, portando le riserve naturali a un rapido esaurimento. Anche in Italia la carenza di sabbia e ghiaia si fa sempre più critica: come denunciato da Legambiente, oltre il 60% delle cave attive sul territorio nazionale è ormai prossimo alla saturazione. Il provvedimento consente di valorizzare sul mercato le sabbie recuperate dai processi di depurazione, dalla pulizia delle reti fognarie e dalla linea FORSU di ZeroC, che cessano ufficialmente la qualifica di rifiuto (End of Waste) diventando a tutti gli effetti un aggregato riciclato certificato e commercializzabile. Fino a oggi il materiale veniva riutilizzato esclusivamente all’interno dei cantieri di Gruppo CAP, in particolare per il letto di posa e il ricoprimento delle tubazioni di acquedotto e fognatura. Con questa evoluzione autorizzativa, oltre a poter ricevere e trattare i rifiuti generati dalla linea FORSU di ZeroC, le sabbie recuperate potranno essere destinate anche ad applicazioni esterne, offrendo alle imprese un’alternativa sostenibile agli aggregati naturali di cava e contribuendo alla costruzione di una filiera locale del recupero di materia. L’impianto di depurazione di Robecco sul Naviglio si conferma uno dei poli tecnologici di riferimento di CAP Evolution per il trattamento delle acque reflue e il recupero di materia. Serve un bacino di 27 Comuni, ha una potenzialità pari a 340.000 abitanti equivalenti e tratta quotidianamente una portata media superiore ai 102.000 metri cubi di reflui urbani. All’interno della struttura è attiva una linea dedicata al recupero delle sabbie provenienti sia dai processi di dissabbiamento dei depuratori CAP sia dalle attività di pulizia delle reti fognarie effettuate dalle ditte di spurgo incaricate delle manutenzioni. L’impianto è autorizzato al trattamento fino a 48 tonnellate al giorno, pari a 14. tonnellate annue di residui non pericolosi. Il processo consente di ottenere un aggregato riciclato fine, una sabbia con granulometria 0/6,3 mm, idonea alla sostituzione degli aggregati naturali nelle opere civili.
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