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L'Assemblea Generale di Assimpredil ANCE

L'Assemblea si è tenuta lunedì 28 settembre presso il Teatro Manzoni di Milano. Il Presidente Giovanni Deleo è partito dall’emergenza abitativa: il problema della casa si inserisce in una fase di maggiore difficoltà per il settore delle costruzioni. 
Dopo il forte contributo dato alla ripresa post-Covid, oggi si sommano la progressiva conclusione della spinta del PNRR, l’aumento dei costi, l’incertezza regolatoria, la carenza di tecnici e manodopera specializzata e i rallentamenti tecnico-amministrativi. A Milano la domanda abitativa cresce e cambia: il 57% delle famiglie è composto da una sola persona, mentre le trasformazioni demografiche richiedono nuove tipologie di alloggi. Le oltre 2.300 unità previste nel Piano dei servizi abitativi 2026 rappresentano uno sforzo importante, ma non sufficiente rispetto al fabbisogno. Il problema della casa si inserisce in una fase di maggiore difficoltà per il settore delle costruzioni.  Per Assimpredil Ance è indispensabile anche un aggiornamento della legislazione nazionale, capace di chiarire i confini tra rigenerazione, ristrutturazione, cambio d’uso, recupero e sostituzione edilizia. Il tema della casa non può essere affrontato esclusivamente entro i confini amministrativi di Milano. Le proiezioni Cresme indicate nella relazione stimano al 2035 circa 100.000 nuove famiglie tra capoluogo e hinterland.
Per questo Assimpredil Ance ha aderito al Patto per il rilancio del governo metropolitano promosso da Assolombarda, con l’obiettivo di rafforzare una dimensione territoriale capace di coordinare casa, trasporti, energia, servizi e sviluppo economico. Assimpredil Ance indica anche tre interventi concreti, attuabili da subito a livello locale. Primo, rendere ordinaria la conferenza di servizi simultanea per gli interventi di rigenerazione e di housing accessibile, facendo lavorare contemporaneamente gli enti coinvolti anziché uno dopo l’altro. Secondo, realizzare un cruscotto pubblico dei tempi delle pratiche, che permetta di sapere quante istanze entrano, quante vengono concluse, dove si fermano e quanto tempo richiedono. Terzo, utilizzare davvero il digitale per velocizzare le autorizzazioni: le informazioni devono essere inserite una sola volta, gli uffici devono poter lavorare contemporaneamente sugli stessi dati e imprese e cittadini devono poter conoscere lo stato di avanzamento delle pratiche.
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