Green economy: le proposte dell’Ance alla Camera

Nuove costruzioni "a energia quasi zero", efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente e riqualificazione dei centri urbani, oltre alle opportunità connesse all’utilizzo dei fondi strutturali europei, tra le proposte dell’Associazione.
Si è svolta il 22 novembre scorso l’audizione dell’ANCE presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sulla Green Economy.
La delegazione associativa ha evidenziato, in premessa, che oggi il modello di sviluppo basato sulle fonti energetiche di origine fossile e sul consumo di materie prime non rinnovabili è divenuto una via insostenibile alla crescita. Per tale finalità serve un cambio di paradigma al fine di favorire la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile, che sia cioè in grado di conciliare la soddisfazione dei bisogni delle presenti generazioni con quelli delle generazioni future. In questa sfida, il settore edile ha un’importante voce in capitolo, dal momento che può significativamente contribuire al risparmio di energia e di risorse naturali.
Ha, quindi, sottolineato che la Green Economy ha bisogno di politiche di sostegno efficaci e di un quadro regolamentare certo e chiaro.
Il primo ambito di intervento riguarda le nuove costruzioni, in cui da una parte occorre muoversi nella direzione degli “edifici a energia quasi zero”, dall’altra è necessario favorire l’utilizzo di materiali costruttivi il cui impatto sull’ambiente sia sempre più ridotto, anche attraverso la pratica del riciclo dei materiali da costruzione e demolizione.
Altro ambito di intervento è costituito dal patrimonio edilizio esistente, cui sono imputabili la gran parte dei consumi di energia, oltre a carenze funzionali come le barriere architettoniche e l'inadeguatezza alla normativa sismica. Si tratta di edifici il cui fabbisogno medio è pari a 180 kWh/mq all’anno, un valore circa quattro volte superiore alla media degli edifici costruiti secondo le vigenti norme.
Il terzo ambito di intervento è rappresentato dallecittà in senso lato, perché la sfida della sostenibilità e dell’economia verde deve essere affrontata con una visione d’insieme, mirando ad efficientare non solo le case ma anche i centri urbani nel loro complesso, con una particolare attenzione al recupero delle aree industriali dismesse.
Infine si è soffermata sull’utilizzo dei fondi strutturali europei e FSC. La programmazione dei fondi europei e nazionali (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, ex-FAS) del periodo 2014-2020 rappresenta, infatti, una straordinaria occasione per dare impulso alla green economy.
Il rispetto dei vincoli regolamentari europei ci impone di destinare almeno 5,2 miliardi di euro dei circa 39 miliardi del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio ed in particolare all’efficienza energetica degli edifici.
  • Enti e associazioni: ANCE
© Copyright 2024. Edilizia in Rete - N.ro Iscrizione ROC 5836 - Privacy policy