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I nuovi trend del mercato immobiliare

Quali sono i nuovi trend sul mercato immobiliare? Marco Leone, Senior Advisor di Nomisma, nella sua intervista evidenzia che sul piano geografico il capitale continua a concentrarsi nelle grandi città europee, trainate dai processi di urbanizzazione. Dove ci sono dinamicità economica e una buona infrastrutturazione, in particolare nei trasporti, si orientano anche gli investimenti immobiliari.
L’esperto illustra che in Italia Milano si conferma stabilmente tra le prime dieci città europee per interesse degli investitori. Roma è più indietro ma sta recuperando posizioni grazie a una crescente dinamicità e a una migliore percezione della qualità urbana.
Dal punto di vista delle tipologie di investimento nel real estate, invece, si sta assistendo a un progressivo allontanamento dalle asset class tradizionali – uffici e retail – in favore di quelle legate ai megatrend. Tra queste:
- Data center, spinti dalla digitalizzazione e dalla crescita dei servizi cloud, con una domanda in fortissimo aumento.
- Infrastrutture energetiche, in particolare per le rinnovabili e i sistemi di accumulo e storage, indispensabili per sostenere la transizione energetica.
- Infrastrutture di trasporto, dove i fondi investono non nei mezzi ma negli spazi e nei servizi delle grandi stazioni.
- Il “living” in tutte le sue declinazioni, dal residenziale tematico agli studentati, fino al senior housing e ai serviced apartment, tutti ambiti in cui la domanda immobiliare supera nettamente l’offerta oggi disponibile.
- Healthcare, sostenuto dall’invecchiamento della popolazione che caratterizza molti Paesi occidentali.
Il co-living e l’affordable housing stanno crescendo in tutta Europa perché negli ultimi anni il mercato immobiliare ha visto i costi delle abitazioni aumentare più della capacità di spesa della classe media. Come sottolinea Leone, l’aumento dei costi abitativi, sia per l’acquisto sia per gli affitti, rischia di ridurre la competitività e l’attrattività delle grandi città e dei distretti produttivi. Una possibile risposta a questa emergenza immobiliare potrebbe venire dai modelli utilizzati nel passato, quando accanto ai grandi insediamenti produttivi si costruivano quartieri per i lavoratori. In questo scenario, una forte sinergia tra capitale pubblico e privato è fondamentale perché gli investitori di lungo periodo considerano queste iniziative asset class resilienti, con profili rischio-rendimento stabili. Gli investitori istituzionali sono portati a farsi guidare dai rendimenti, e per questo stanno riducendo l’interesse per l’immobile “tradizionale” a reddito per privilegiare asset che siano contenitori di servizi o attività economiche. Questo li porta anche ad entrare nelle società operative lavorando a fianco dei gestori in modo da condividere il rischio. Al contempo, sta crescendo il peso del private capital e dei family office, che investono direttamente in asset iconici e prime location, aggiunge Leone.
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