Non è ancora tempo di ripresa, per l’Ance la crisi continua

Sono stati presentati a Roma i dati per il 2016, che per Ance annunciano il 2017 come il decimo anno di una crisi che sembra non finire mai. Nel 2016 la crescita prevista è del 0,3%, non sufficiente per un vero rilancio del settore. Diminuiscono ancora anche i posti di lavoro nella filiera.
Le previsioni per questo 2016 erano decisamente più rosee e ci si aspettava che potessero essere indice di ripresa, dopo anni di grosse difficoltà del settore edile. La crescita dell’1% ipotizzata si rivela troppo ottimista. Il prossimo anno gli investimenti potrebbero, quindi, tornare a scendere con un indice pari al -1,2%. Continuano a crescere i soli investimenti per le manutenzione straordinarie con un indice pari a +1,9% per il 2016 e una contrazione dello 0,2% l’anno prossimo. Sembra, invece, arrivare dalle opere pubbliche l’ostacolo per il rilancio del settore. Per quanto si fosse stimata una crescita del 6%, si pensa ora che non supererà lo 0,4% quest’anno e che scenderà l’anno prossimo. L’osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni prevede un calo fino al 3,6% per il 2017.
L’entrata in vigore del nuovo codice appalti sembra quindi aver avuto effetti sicuramente indesiderati, frenando il settore e gli investimenti. Basti confrontare il dato di giugno con quello dell’anno scorso e notare un calo del 34,9% dei bandi pubblicati. Le amministrazioni si trovano in assenza di uno strumento adeguato che permetta una facile transizione e si sono affrettate a pubblicare i bandi prima dell’entrata in vigore del nuovo codice appalti. Questo è testimoniato dall’elevato incremento dei bandi pubblicati nel mese di aprile, che si attesta al +12,4% con un aumento di valore pari al +50,4%. Ad aprile è seguito maggio con una drastica flessione negativa (-26,7%).
Altro fattore negativo riguarda l’impiego nel settore, che vede anche quest’anno la riduzione delle persone occupate nella filiera. Se si fa un confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso si vede un calo occupazionale pari al -3,5% e si attestano a 580 mila i posti persi dall’inizio della crisi.
L’Ance, dato il quadro negativo presentato, sottolinea l’importanza di introdurre e sviluppare adeguate politiche per il settore, in modo da scongiurare il peggioramento dell’attuale situazione e intraprendere un cammino più solido verso una nuova crescita.
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