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Nuovo Piano Casa
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa che definisce il nuovo Piano Casa, volto ad incrementare l’offerta di alloggi attraverso un programma di riqualificazione del patrimonio pubblico di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata e un pacchetto di interventi per promuovere l’edilizia integrata.
L’obiettivo dell’intervento è rendere disponibili, complessivamente, circa centomila alloggi in dieci anni. Le misure previste dal decreto-legge poggiano su tre pilastri. Il primo pilastro prevede un programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata. L’obiettivo del programma è recuperare e rendere disponibili circa 60 mila alloggi popolari, ora non assegnabili perché in condizioni non adeguate e che richiedono interventi di ristrutturazione e rifacimento degli impianti essenziali. Per l’attuazione di tali interventi si prevede un pacchetto di semplificazioni e la nomina di un Commissario straordinario che dovrà attuare il piano di recupero e manutenzione, dopo aver definito gli interventi insieme agli Enti che gestiscono gli alloggi popolari. Inoltre, si realizzerà un programma di riscatto di immobili ERP da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari, senza consumo di suolo, per la locazione a lunga durata con la facoltà di riscatto predefinita. Il secondo pilastro del Piano prevede la concentrazione, in un apposito strumento finanziario gestito da Invimit Sgr, delle risorse di derivazione europea e nazionale che sono oggi destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa nei vari livelli di governo. Nell’ambito del Fondo di investimento verranno creati comparti specifici dedicati a ciascuna Regione o Provincia autonoma, in modo da garantire che le risorse vengano utilizzate per le esigenze specifiche del territorio di riferimento. Complessivamente, le risorse pubbliche messe a disposizione dell’intervento sono pari a oltre dieci miliardi di euro. Il terzo pilastro crea le condizioni per attivare gli investimenti privati nell’attuazione del Piano Casa, con l’obiettivo prioritario di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati. Si introducono quindi semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori e si prevede, tra l’altro, per gli investimenti superiori al miliardo di euro, la nomina di un Commissario straordinario che dovrà rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione. A fronte di tali semplificazioni, il privato dovrà in cambio garantire, su 100 alloggi realizzati, almeno 70 alloggi in edilizia convenzionata, da vendere o affittare a un prezzo scontato di almeno il 33% rispetto a quello di mercato. Le procedure semplificate e accelerate saranno applicate esclusivamente alla quota di alloggi di edilizia integrata, mentre sulla restante quota si continuerà ad applicare la disciplina ordinaria. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera anche ad un disegno di legge in materia di sfratti per il rilascio degli alloggi occupati senza titolo. Il provvedimento interviene sulle procedure di notifica ed esecuzione degli sfratti, riducendo i tempi e introducendo una procedura accelerata e d’urgenza per ottenere in sede giudiziale il titolo esecutivo e il rilascio dell’immobile. Lo scopo è quello di liberare gli immobili occupati abusivamente per restituirli ai proprietari e aumentare l’offerta di alloggi sul mercato.

