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Piano Casa: le tre misure della nuova legge

Il nuovo Piano Casa, dopo la conversione in legge, si basa su tre principali linee di intervento: il recupero degli alloggi pubblici, il Fondo Housing Coesione e i programmi di edilizia integrata realizzati con il contributo dei privati.
Il primo obiettivo riguarda la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, attraverso interventi di manutenzione, recupero e riconversione degli immobili inutilizzati o degradati. Sono previsti finanziamenti per rendere nuovamente disponibili migliaia di abitazioni popolari non assegnabili a causa delle cattive condizioni. Il secondo pilastro è rappresentato dal Fondo Housing Coesione, gestito da Invimit Sgr, nel quale confluiranno risorse nazionali ed europee destinate all’housing sociale e al sostegno delle persone in difficoltà abitativa. Il terzo ambito riguarda i programmi di edilizia integrata, realizzati principalmente tramite investimenti privati. Questi interventi dovranno destinare almeno il 70% degli alloggi all’edilizia convenzionata, con immobili destinati alla vendita o alla locazione a prezzi e canoni ridotti, mentre il restante 30% potrà essere destinato al libero mercato. L’edilizia convenzionata dovrà garantire una riduzione di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato, sulla base dei parametri dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate o di valori di mercato documentati. I nuovi insediamenti dovranno inoltre prevedere servizi di quartiere, spazi comuni e luoghi destinati alla socialità, con particolare attenzione a soluzioni come il cohousing senior e intergenerazionale. Una parte della superficie potrà essere utilizzata per attività di prossimità come negozi, artigianato urbano, coworking, startup e servizi locali. La legge favorisce inoltre il recupero del territorio già urbanizzato, privilegiando interventi di rigenerazione urbana, riuso di aree degradate e ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo. Sono previste anche alcune agevolazioni: per gli interventi di edilizia convenzionata possono essere concessi aumenti di volumetria fino al 35% della superficie originaria. Per quanto riguarda il recupero degli immobili pubblici, il Piano prevede uno stanziamento iniziale di 970 milioni di euro, destinato a interventi di manutenzione e riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica. Le risorse saranno assegnate tramite bandi che favoriranno anche collaborazioni tra soggetti pubblici e privati. L’obiettivo dichiarato è recuperare circa 60 mila alloggi popolari oggi inutilizzabili perché necessitano di interventi di ristrutturazione. L’attuazione del Piano sarà coordinata da un commissario straordinario, incaricato di favorire la realizzazione degli interventi e superare eventuali ostacoli procedurali, nel rispetto delle norme sulla sicurezza, sui beni culturali e delle regole europee.
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