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Piano Strategico Industriale 2026-2029
L’Agenzia del Demanio ha aggiornato il Piano Strategico Industriale, consolidando il percorso di trasformazione avviato nel 2021 e rafforzando il ruolo del patrimonio immobiliare dello Stato come leva di sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale del Paese.
Il nuovo Piano pone al centro cittadini, Pubbliche Amministrazioni e territori e integra qualità della progettazione, digitalizzazione, sostenibilità e resilienza climatica in un modello di gestione degli immobili pubblici orientato alla generazione di valore e a garantire servizi attrattivi, di qualità e innovativi. La gestione del patrimonio pubblico rappresenta, innanzitutto, una responsabilità etica nei confronti delle comunità: un principio che permea i processi decisionali del manager pubblico e che, traducendosi in scelte concrete di gestione e valorizzazione del patrimonio, delinea un agire orientato alla qualità. In questa prospettiva, il Piano Strategico Industriale 2026-2029 rafforza un modello di gestione del patrimonio immobiliare pubblico con l'obiettivo di custodirlo, preservarlo e riqualificarlo per le generazioni future. Una qualità dell'agire che si fonda su due momenti-chiave: la costruzione del quadro conoscitivo, per la quale il Piano pone infatti al centro la rete con Università ed Enti di ricerca, quale fattore abilitante di un approccio multidisciplinare e di un'intelligenza collettiva al servizio delle decisioni; la costituzione del quadro esigenziale dei luoghi oggetto degli interventi, per il quale, attraverso il dialogo con le istituzioni e la partecipazione degli stakeholder, e a seguito del profondo processo di conoscenza del contesto, l'Agenzia del Demanio rileva il quadro dei fabbisogni del territorio nelle loro diverse dimensioni storico-culturale, sociale-economica e ambientale-climatica. L’aggiornamento del Piano parte dai risultati conseguiti tra il 2022 e il 2025. Gli interventi complessivamente attivati sono passati da 3,5 a 4,1 miliardi di euro e gli investimenti realizzati sono cresciuti da 88,8 milioni di euro nel 2022 a 241,9 milioni nel 2025, con un aumento del 172,4%. Nello stesso periodo, la spesa per locazioni passive è scesa da 866 a 745,6 milioni di euro. La sostenibilità ha accompagnato questo percorso attraverso il monitoraggio di 78 KPI riferiti a 50 azioni del Piano di Sostenibilità, con il 78% degli indicatori in linea con gli obiettivi 2025 e una rendicontazione di sostenibilità asseverata. Il nuovo Piano assume la resilienza climatica come requisito strutturale della programmazione degli investimenti e della progettazione. Dal 2022 l’Agenzia ha sviluppato una capacità di analisi del rischio climatico che valuta pericolosità, esposizione e vulnerabilità degli immobili, consentendo di individuare misure di adattamento e requisiti climatici misurabili e verificabili. È inoltre in corso l’estensione della metodologia ai Piani Città degli Immobili Pubblici, per valutare gli impatti dei cambiamenti climatici, inclusi l’innalzamento del livello del mare e l’erosione costiera, e individuare le più adeguate risposte progettuali. Un ruolo centrale è affidato ai Piani Città degli Immobili Pubblici, strumenti di pianificazione integrata sviluppati con Enti locali e Amministrazioni utilizzatrici per definire strategie di riuso e rigenerazione degli asset pubblici, in collaborazione con Università ed Enti di Ricerca. Entro il 2029 il Piano prevede la sottoscrizione di 70 Piani Città, per rispondere ai fabbisogni delle comunità, migliorare la qualità ambientale e climatica urbana e razionalizzare gli spazi destinati alle Pubbliche Amministrazioni, favorendo, nell’interesse pubblico, l’attrazione di capitali privati. Con il Piano 2026-2029, l’Agenzia del Demanio rafforza il proprio impegno nella rigenerazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, orientando investimenti, competenze e innovazione verso la generazione di valore per cittadini, Amministrazioni e territori e la costruzione di città più accessibili, resilienti e inclusive.

