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Rapporto 2026 di Federcostruzioni

Il sistema italiano delle costruzioni vale €648,7 miliardi e occupa 3,4 milioni di persone. Nel 2025 il valore complessivo della produzione della filiera è aumentato dello +0,9%, con una crescita di +5,7 miliardi rispetto al 2024, mentre gli addetti sono aumentati del +3%. È quanto emerge dal Rapporto “Il Sistema delle costruzioni in Italia” di Federcostruzioni, realizzato in collaborazione con Cresme.
E' stato presentato durante il convegno inaugurale della 60ª edizione di SAIE - La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, in corso a BolognaFiere fino al 10 ottobre con 567 aziende espositrici, 68 associazioni partner, 235 convegni e 22 iniziative speciali. Positivo anche l’andamento sui mercati internazionali. Nel 2025 le esportazioni della filiera hanno raggiunto €64,3 miliardi, con un incremento del 2,1% rispetto all’anno precedente e un saldo della bilancia commerciale positivo per 34,7 miliardi, in crescita del 3,5%. Cresce anche l'occupazione: nel 2025 gli addetti salgono complessivamente del +3%, per un totale di 3,4 milioni, con incrementi del +4,7% nelle costruzioni e del +7,9% nella progettazione. Dati che confermano la solidità del settore: tra il 2019 e il 2025, al netto dell'inflazione, la produzione complessiva della filiera è cresciuta del +33,7%. A sostenere il mercato sono state soprattutto le opere pubbliche, cresciute del 21% nel 2025 e arrivate a €96,6 miliardi: il comparto rappresenta ormai il 41,5% degli investimenti complessivi in costruzioni. La crescita è legata in particolare all’accelerazione degli interventi previsti dal PNRR, agli investimenti ferroviari e alle opere realizzate dagli enti locali, con la spesa in conto capitale dei Comuni aumentata nel 2025 del 15,3%. Complessivamente, nel 2025 gli investimenti in costruzioni sono stati pari a 232,6 miliardi. A pesare in senso opposto è il comparto abitativo, in calo del 15,6%, con le nuove abitazioni a -5% e la manutenzione straordinaria residenziale a -18%. Il Rapporto fotografa così una progressiva ricomposizione della domanda dopo la forte espansione determinata negli anni precedenti dagli incentivi per la riqualificazione edilizia: diminuisce il peso degli interventi sulle abitazioni e cresce quello delle infrastrutture e degli investimenti pubblici.
Quali sono le prospettive per il 2026? Il Rapporto indica un’inversione di tendenza. Gli investimenti in costruzioni sono previsti in crescita del 5,6%, ancora una volta grazie soprattutto alle opere pubbliche, per le quali è stimato un ulteriore aumento del 12%. È previsto anche un recupero della manutenzione straordinaria residenziale (+3,5%), dopo il forte arretramento del biennio precedente. Restano invece negative le prospettive per le nuove abitazioni (-4,5%) e per le nuove costruzioni non residenziali private (-3%).
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