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Sicurezza tecnica e transizione energetica: risultati conseguiti, stato dell’arte e novità normativa

di Paolo Bruno de Paola Capo Ufficio Rischi Industriali ed Energetici – Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica, Antincendio ed Energetica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Il ruolo dell'Ufficio Rischi Industriali ed Energetici è strettamente connesso alla definizione delle nuove frontiere della sicurezza tecnica. Oggi, l'intero sistema Paese è investito da una profonda accelerazione sul fronte della transizione energetica, una spinta dettata non solo dalle risorse e dagli obiettivi del PNRR, ma anche dalle complesse crisi internazionali che stanno ridisegnando gli equilibri globali dell'approvvigionamento energetico.

In questo scenario, gli impegni assunti a livello di Unione Europea per la decarbonizzazione e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 impongono scadenze serrate. La riduzione delle emissioni di $CO_2$ sta spingendo verso un ricorso massiccio alle fonti rinnovabili e a un incremento drastico dell'efficienza energetica, sia in ambito civile sia, soprattutto, in quello industriale.

Sicurezza energetica vs Sicurezza tecnica: un equilibrio complesso
Quando parliamo di diversificazione delle fonti, ottimizzazione delle infrastrutture di rete e sviluppo della produzione energetica nazionale, tocchiamo i pilastri della sicurezza energetica. Il compito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è far sì che questa si sposi perfettamente con la sicurezza tecnica a tutela di persone, beni e ambiente.

Il mercato interno, la ricerca e l'innovazione tecnologica viaggiano a ritmi straordinariamente sostenuti. Questo introduce la prima grande sfida metodologica per il nostro ente: i tempi della tecnologia e del mercato sono intrinsecamente molto più veloci rispetto ai tempi tecnici necessari a un ente regolatore per attuare, testare e aggiornare una norma cogente.

Il nostro mandato istituzionale ci impone di garantire una sicurezza a 360 gradi. Per questa ragione, l'attività di soccorso sul campo deve muoversi in perfetta sinergia con l'attività di prevenzione incendi, traducendosi nell'elaborazione di norme e linee guida capaci di anticipare il rischio, anziché subirlo. L'attuazione stessa delle politiche di transizione introduce infatti fattori di rischio completamente nuovi, che richiedono un'intensa attività di studio e normazione specialistica.

L'installazione di impianti fotovoltaici su coperture industriali e commerciali di grandi dimensioni rappresenta il perfetto esempio di questa sfida. Non si tratta più solo di applicare una linea guida astratta, ma di calare quegli indirizzi nella realtà di tetti complessi, spesso caratterizzati da layout geometrici articolati, presenza di altri impianti tecnologici (es. unità di trattamento aria, evacuatori di fumo) e pacchetti di isolamento/impermeabilizzazione stratificati nel tempo, elementi che analizzeremo nel dettaglio attraverso le esperienze sul campo e i casi studio della Direzione.

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