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Sistemi fotovoltaici e rischio incendio
di Giampietro Boscaino Direttore Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica, Antincendio ed Energetica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
La prevenzione incendi si trova oggi ad affrontare una sfida complessa: la norma di tipo rigidamente prescrittivo, nel momento stesso in cui viene emanata e pubblicata, rischia di essere già superata dall'evoluzione dei prodotti e dei sistemi costruttivi. Per questa ragione, la strategia della Direzione Centrale si sta orientando sempre più verso l'emanazione di metodi di valutazione e indirizzi applicativi. Il fulcro della sicurezza antincendio moderna si sposta sul professionista: è il progettista che deve approfondire e valutare il rischio di incendio reale, declinandolo in funzione delle specificità del sito.
Quando parliamo di impianti fotovoltaici su coperture esistenti o nuove, è fondamentale chiarire un presupposto metodologico per applicare correttamente gli strumenti a disposizione:
Le linee guida non hanno l'obiettivo intrinseco di "rendere sicuro" l'impianto in sé, bensì servono a valutare se l'introduzione di quel sistema fotovoltaico su un'attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi (edifici ricadenti nel D.P.R. 151/2011) incrementi o meno il livello di rischio preesistente.
Se l'approccio progettuale non parte da questo concetto, lo strumento normativo rischia di essere interpretato male, spingendo il professionista in ambiti valutativi incerti. Comprendere l'impatto dell'impianto sull'attività circostante e garantirne la corretta gestione nel tempo – attraverso una rigorosa manutenzione ed esercizio – è la prima vera esigenza tecnica che il Corpo Nazionale intende trasmettere alla filiera.
Questo mutamento di paradigma verso un approccio più dinamico investe l'intero organismo edilizio e le sue dotazioni tecnologiche. Un esempio calzante è il lavoro che abbiamo concluso in seno al CCTS (Comitato Centrale Tecnico Scientifico), approvando la revisione della regola tecnica sulle autorimesse (la RTV 6 del Codice di Prevenzione Incendi).
Anche in questo scenario abbiamo dovuto affrontare l'impatto delle nuove tecnologie, nello specifico delle autovetture elettriche. L'autorimessa moderna non è più un semplice "luogo statico" di sosta; è diventata un'infrastruttura energetica complessa dove le vetture vengono collegate alla rete elettrica, spesso attraverso stazioni di ricarica rapida nei singoli box. Di fronte a questa trasformazione del profilo di rischio, dettata anche dagli ambiziosi obiettivi europei, i Vigili del Fuoco hanno risposto con una regola tecnica cogente.
Questo dimostra come la prevenzione incendi non debba essere vista come un freno allo sviluppo, ma come lo strumento abilitante che permette all'innovazione tecnologica – sia essa una flotta di auto elettriche in un interrato o un impianto fotovoltaico su una copertura continua – di integrarsi nel tessuto costruito garantendo la massima tutela della vita umana, dei beni e della continuità d'esercizio.

