Tasting Soundla, ricerca sull’acustica nelle mense scolastiche

All'interno del settore scolastico, ci sono tre fattori fondamentali da considerare per ottenere risultati ottimali in termini di design acustico: trattare acusticamente l'intera scuola e non solo le aule; migliorare la chiarezza del parlato e ottimizzare la comunicazione; ridurre i suoni di sottofondo a bassa frequenza che disturbano e distraggono.
Le mense rappresentano una parte fondamentale degli edifici nel settore per l’istruzione. È qui che si consumano i pasti, che ci si rilassa tra una lezione e l’altra. All’interno di tali spazi avvengono numerose conversazioni contemporaneamente e vi è rumore costante di stoviglie e posate. Senza un adeguato assorbimento acustico, il suono rimbalza tra le superfici, creando echi in tutte le direzioni. Ciò farà sì che i livelli sonori aumenteranno drammaticamente, rendendo l’ambiente molto stressante. Negli ultimi decenni l'arte culinaria ha compiuto un percorso evolutivo straordinario, ma non c’è stato un significativo cambiamento nella progettazione acustica degli ambienti per il ristoro.
Le sale sono ancora oggi concepite come luoghi accattivanti solo dal punto di vista estetico, ponendo poca attenzione alla condizione sensoriale-acustica dello spazio. Per tale motivo una metodologia olistica appare ottimale, in quanto capace di considerare parametri acustici oggettivi e soggettivi della percezione del suono.
“Tasting sound” è il progetto del Politecnico di Milano sviluppato nell'ambito della linea di ricerca “Advanced acoustic ecology”. L'idea nasce dalla ricerca della percezione del suono sugli spazi per il consumo del cibo. È emerso che cattive condizioni sonore possono influenzare non solo gli aspetti psicologici e fisiologici degli ospiti, ma anche la percezione del gusto del cibo.
Negli spazi adibiti al consumo di cibo, le cattive condizioni sonore possono condizionare la percezione dei gusti, influenzare la quantità del consumo di bevande o persino alterare le prestazioni olfattive nel differenziare gli odori.
Il problema può essere affrontato in due diverse modalità. Anzitutto tramite l'approccio tradizionale. Questo tiene conto dei parametri acustici oggettivi, come il tempo di riverberazione. In secondo luogo, vi è l'approccio olistico. Questo tiene conto anche della percezione soggettiva degli utenti. Per ottimizzare i tempi è stato sviluppato un flusso di lavoro digitale tra prestazioni e geometrie.

Digitalizzazione dello spazio
La prima fase del progetto è consistita nella digitalizzazione dello spazio con l'ausilio di un algoritmo personalizzato. L'algoritmo ha contribuito a creare un rapporto di causa ed effetto che collega le caratteristiche geometriche, le prestazioni acustiche e la percezione del suono, il tutto nello stesso modello digitale.
Questo ha consentito di definire una serie di soluzioni in termini di requisiti acustici, percezione umana e aspetti estetici e di montaggio. È stata infine scelta una ottimale ai requisiti del progetto. Per raccogliere la percezione soggettiva, il gruppo di ricerca del Politecnico di Milano ha condotto un sondaggio contenente 30 domande, sui parametri relativi al livello di soddisfazione di diversi fattori quali, quelle relative a: ambiente sonoro, postazioni, illuminazione, ubicazione mensa, privacy, arredi, pulizia, temperatura, circolazione dell’aria. Ciò ha permesso di individuare dove all'interno della mensa la percezione era soddisfacente e di identificare le principali sorgenti sonore fastidiose.

Controllo sonoro con pannelli fonoassorbenti indipendenti
La ristrutturazione acustica è consistita nella sostituzione dei pannelli fonoassorbenti del controsoffitto dal design a griglia convenzionale. Per aumentare la superficie fonoassorbente all’interno dello spazio, in modo da raggiungere i valori acustici migliori, sono stati anche usati pannelli fonoassorbenti indipendenti, montati sul soffitto a quattro diverse distanze. Ciò ha reso possibile non solo un'estetica dinamica dello spazio, ma ha anche permesso di controllare l'acustica in diversi modi. I pannelli indipendenti sono stati anche installati vicini alle principali sorgenti sonore fastidiose, quali la cucina. Grazie all’intervento è stato possibile ridurre il tempo di riverberazione fino al 50%.
È emerso che prima dell'intervento acustico, le condizioni sonore rappresentavano la componente peggiore e la qualità del cibo il secondo parametro peggiore. Dopo il trattamento acustico, questi due parametri sono migliorati notevolmente.
Il livello di soddisfazione è aumentato per tutti i parametri, in particolare relativamente a migliore qualità dell’ambiente, maggiore livello di soddisfazione da parte degli utenti.

Le soluzioni acustiche
Trattandosi di uno spazio di ristoro, caratterizzato da un livello di rumore di fondo elevato, è stato necessario identificare un prodotto caratterizzato da coefficienti di fonoassorbimento elevati in un’ampia gamma di frequenze, che rispettasse anche gli elevati requisiti di lavabilità e disinfezione. Si è scelto un pannello in lana di vetro ad alta densità, la cui superficie ha una pittura acustica microporosa che favorisce il fonoassorbimento ed è repellente alle particelle.
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