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Tracciabilità digitale nei rifiuti edili

Costruire, ristrutturare, demolire sono attività che tengono in moto larga parte dell'economia italiana, ma ogni cantiere lascia dietro di sé una montagna di materiali da smaltire. Secondo il Rapporto Rifiuti Speciali 2025 di ISPRA, il settore delle costruzioni e demolizioni genera ben 83,3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali.
In Europa, questo flusso oltrepassa gli 800 milioni di tonnellate annue, risultando il più rilevante del continente. Sebbene l'Italia abbia già raggiunto l'obiettivo europeo del 70% di recupero per questa tipologia di scarti, resta un problema di qualità con gran parte degli inerti recuperati che finisce in utilizzi a basso valore, lontano ancora da quei principi di economia circolare che l'Unione Europea sta progressivamente rendendo obbligatori. Oggi la gestione dello smaltimento dei rifiuti sta diventando sempre più complessa anche a causa dei nuovi obblighi normativi. Tuttavia, se attualmente queste regole servono soprattutto a dimostrare il rispetto della legge, in un futuro prossimo saranno fondamentali per creare filiere di recupero più efficienti, tagliare i costi e azzerare lo smaltimento abusivo. Per le imprese edili, dotarsi degli strumenti giusti non è più solo una formalità burocratica, ma un requisito indispensabile per restare competitivi in un mercato che sta cambiando le sue regole di fondo.
Rifiutoo ha elaborato una guida pratica per le imprese edili che sintetizza i passaggi chiave per adeguarsi:
- verificare se si è obbligati all'iscrizione al Rentri;
- registrarsi al portale anche se esenti, per emettere il FIR digitale;
- capire se il cantiere configura un'Unità Locale;
- gestire Registro e Formulari in formato digitale;
- prestare attenzione alle sanzioni;
- conservare i documenti Rentri secondo le linee guida AgID.
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