Referenze
Chiesa di San Francesco, Ravenna
Il consolidamento delle strutture fondali dell’ex convento e dei chiostri della basilica è stato eseguito con iniezione di resine espandenti a lenta espansione con la metodologia Gietech®.
Descrizione dell’intervento
I due chiostri situati lungo via Dante, a cui si accede dalla centrale Piazza Garibaldi e vicinissimi alla Piazza San Francesco, furono edificati dai Francescani a partire dalla metà del XV secolo e posti sulla zona a sinistra della chiesa, anticamente dedicata a San Pietro, conosciuta dal popolo come chiesa o basilica di San Francesco. La zona dantesca, con la tomba di Dante ed i Chiostri Francescani, oggi rappresenta uno degli angoli più suggestivi di Ravenna.
Il progetto di recupero conservativo dell’ex convento e dei suddetti chiostri francescani attigui alla tomba di Dante Alighieri, curato dallo studio Koinè Progetti di Ravenna, prevede la modifica della destinazione d’uso di parte del complesso, che verrà adibita ad archivio e successivamente aperta al pubblico.
Tali variazioni determinano un incremento significativo dei carichi alla base delle fondazioni, soprattutto in relazione alla geometria fondale ed alle caratteristiche geotecniche del terreno. L’analisi delle tensioni individua per le murature oggetto dell’intervento, carichi unitari che variano da 2,30-2,57 Kg /cmq nello stato attuale e 2,53-2,82 Kg /cmq nello stato di progetto. Per questo incremento di circa il 10%, si è reso necessario un intervento di consolidamento del nodo terreno-fondazione. Le murature oggetto del consolidamento hanno mediamente spessori di 70 cm, fondazioni larghe circa 90 cm con piano di imposta situato a circa -2,0 m dal piano campagna.
Considerata la valenza storica ed artistica dell’area in oggetto, per il consolidamento i progettisti hanno valutato tutte le possibili strade, dalle sottomurazioni alle palificazioni per giungere poi alla scelta del procedimento che meglio garantiva l’integrità delle strutture architettoniche presenti: il miglioramento delle caratteristiche geomeccaniche mediante iniezione di resine espandenti a lenta espansione con la metodologia Gietech®.
Motivazioni della scelta
La scelta di utilizzare Gietech®, l’opzione senz’altro meno invasiva per portare a compimento il progetto, ha permesso di ovviare a tutta una serie di limitazioni imposte dalla sovrintendenza ai beni culturali ed archeologici, vista la presenza di strutture sepolte di pregio, ed al tempo stesso fornire le dovute garanzie di risultato.
La scelta di affidare a Kappazeta la realizzazione dell’opera è stata motivata dalla necessità di commissionare ad una ditta specializzata sia l’intervento vero e proprio che la progettazione e le conseguenti verifiche di corrispondenza del consolidamento con il modello teorico precedentemente definito.
Kappazeta ha così eseguito una prima modellazione matematica dell’intervento tramite l’impiego di un programma di calcolo di analisi geomeccanica del continuo col metodo delle differenze finite (FLAC); tale software permette la risoluzione di problemi di stress analysis su terre e rocce in regime di deformazione sia lineare (elastico) che non lineare (elastoplastico e plastico). Il modello ha permesso il relativo calcolo della maglia di iniezione, quantitativi, pressioni e risultati di miglioramento previsti in relazione alla geometria fondale ed alle caratteristiche geotecniche dei terreni. Sono state poi eseguite prove penetrometriche pre-iniezione, una prima serie di iniezioni di consolidamento ed una seconda batteria di sondaggi penetrometrici post-consolidamento, che ha permesso di verificare la correttezza del modello teorico e la taratura del procedimento con la conseguente prosecuzione della fase di iniezione controllando la corrispondenza dei dati reali con quelli virtuali. È stato infine valutato che i carichi di rottura e i cedimenti nella fase di collaudo post-iniezione fossero compatibili con i parametri imposti nel progetto.
I due chiostri situati lungo via Dante, a cui si accede dalla centrale Piazza Garibaldi e vicinissimi alla Piazza San Francesco, furono edificati dai Francescani a partire dalla metà del XV secolo e posti sulla zona a sinistra della chiesa, anticamente dedicata a San Pietro, conosciuta dal popolo come chiesa o basilica di San Francesco. La zona dantesca, con la tomba di Dante ed i Chiostri Francescani, oggi rappresenta uno degli angoli più suggestivi di Ravenna.
Il progetto di recupero conservativo dell’ex convento e dei suddetti chiostri francescani attigui alla tomba di Dante Alighieri, curato dallo studio Koinè Progetti di Ravenna, prevede la modifica della destinazione d’uso di parte del complesso, che verrà adibita ad archivio e successivamente aperta al pubblico.
Tali variazioni determinano un incremento significativo dei carichi alla base delle fondazioni, soprattutto in relazione alla geometria fondale ed alle caratteristiche geotecniche del terreno. L’analisi delle tensioni individua per le murature oggetto dell’intervento, carichi unitari che variano da 2,30-2,57 Kg /cmq nello stato attuale e 2,53-2,82 Kg /cmq nello stato di progetto. Per questo incremento di circa il 10%, si è reso necessario un intervento di consolidamento del nodo terreno-fondazione. Le murature oggetto del consolidamento hanno mediamente spessori di 70 cm, fondazioni larghe circa 90 cm con piano di imposta situato a circa -2,0 m dal piano campagna.
Considerata la valenza storica ed artistica dell’area in oggetto, per il consolidamento i progettisti hanno valutato tutte le possibili strade, dalle sottomurazioni alle palificazioni per giungere poi alla scelta del procedimento che meglio garantiva l’integrità delle strutture architettoniche presenti: il miglioramento delle caratteristiche geomeccaniche mediante iniezione di resine espandenti a lenta espansione con la metodologia Gietech®.
Motivazioni della scelta
La scelta di utilizzare Gietech®, l’opzione senz’altro meno invasiva per portare a compimento il progetto, ha permesso di ovviare a tutta una serie di limitazioni imposte dalla sovrintendenza ai beni culturali ed archeologici, vista la presenza di strutture sepolte di pregio, ed al tempo stesso fornire le dovute garanzie di risultato.
La scelta di affidare a Kappazeta la realizzazione dell’opera è stata motivata dalla necessità di commissionare ad una ditta specializzata sia l’intervento vero e proprio che la progettazione e le conseguenti verifiche di corrispondenza del consolidamento con il modello teorico precedentemente definito.
Kappazeta ha così eseguito una prima modellazione matematica dell’intervento tramite l’impiego di un programma di calcolo di analisi geomeccanica del continuo col metodo delle differenze finite (FLAC); tale software permette la risoluzione di problemi di stress analysis su terre e rocce in regime di deformazione sia lineare (elastico) che non lineare (elastoplastico e plastico). Il modello ha permesso il relativo calcolo della maglia di iniezione, quantitativi, pressioni e risultati di miglioramento previsti in relazione alla geometria fondale ed alle caratteristiche geotecniche dei terreni. Sono state poi eseguite prove penetrometriche pre-iniezione, una prima serie di iniezioni di consolidamento ed una seconda batteria di sondaggi penetrometrici post-consolidamento, che ha permesso di verificare la correttezza del modello teorico e la taratura del procedimento con la conseguente prosecuzione della fase di iniezione controllando la corrispondenza dei dati reali con quelli virtuali. È stato infine valutato che i carichi di rottura e i cedimenti nella fase di collaudo post-iniezione fossero compatibili con i parametri imposti nel progetto.
- Campo di Intervento: FINITURE E RECUPERO
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