Grand Hotel - Rimini

La necessità di preservare l’integrità estetica e funzionale delle superfici trattate e l’esigenza di una loro rapida messa in esercizio hanno rappresentato i temi dell’intervento di ripristino svoltosi nel prestigioso teatro del Grand Hotel di Rimini.
Il progetto
Esistono manufatti che, al di là del loro oggettivo valore architettonico, assumono nel tempo il carattere di veri e propri simboli.
In questo senso, il Grand Hotel di Rimini, protagonista discreto di alcune tra le più belle pellicole del regista premio Oscar Federico Fellini, rientra a buon diritto fra queste opere. Tuttavia, anch’esse non sfuggono al progressivo degrado determinato dal trascorrere del tempo, e possono perciò richiedere interventi atti a ripristinarne la funzionalità.
Nel caso della struttura riminese, in particolare, la presenza di infiltrazioni d’acqua in corrispondenza dell’ampia area antistante l’ingresso principale ha comportato la necessità di adottare soluzioni che, rispettando l’integrità dei materiali e della struttura originali, fossero in grado di restituirle in piena efficienza.

L’intervento

L’ingresso principale del Grand hotel di Rimini, caratterizzato da un’ampia area di accoglienza per gli ospiti che da accesso all’elegante scalinata dell’ingresso, sovrasta una serie di ampi spazi sotterranei occupati dai garage a servizio della struttura. In corrispondenza di tali aree interrate sono state rilevate ampie infiltrazioni d’acqua provenienti dal piazzale sovrastante che nel tempo avrebbero potuto ingenerare danni alla copertura dei parcheggi, rendendo perciò necessario un intervento atto a ripristinare la tenuta all’acqua della superficie.
Tale intervento, tuttavia, era soggetto a una serie di vincoli, fra cui innanzitutto la necessità di mantenere integra nello stato originale la pietra che compone la pavimentazione del piazzale di ingresso. Scartata per tali motivi la soluzione più tradizionale consistente nella rimozione della pavimentazione e nel rifacimento del manto impermeabile sottostante con membrana bituminosa, si è deciso di fare ricorso a un trattamento di protezione superficiale, individuato dopo una serie di test in Winkler Skermo Terrazze, prodotto le cui caratteristiche e prestazioni si adattavano in maniera ideale a questa specifica situazione operativa. Il trattamento delle superfici della pavimentazione ha innanzitutto richiesto una accurata pulizia delle stesse in modo da offrire al prodotto una adeguata superficie di aggrappo, nonché la stuccatura dei volumi mancanti fra le lastre in pietra della terrazza in modo da ripristinarne la continuità, seguite da una pulizia con detergente neutro.
Si è quindi proceduto all’applicazione del prodotto in unica mano, utilizzando un pennello per il trattamento di angoli e raccordi fra pavimentazione e balaustre in pietra, e un normale rullo per le restanti superfici.
La protezione dei 600 m2 complessivi della pavimentazione ha richiesto all’incirca due giorni dalla pulizia alla effettiva praticabilità. Trattandosi infatti di un prodotto non pellicolante ma impregnante, la penetrazione di Skermo Terrazze nella matrice porosa della superficie trattata è relativamente rapida, e permette una messa in esercizio della stessa in tempi molto rapidi. Il risultato finale è soprattutto l’eliminazione dei problemi di infiltrazione, ma anche una superficie rimessa a nuovo che ridona prestigio a una struttura italiana celebre in tutto il mondo.
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